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Italiano LIVELLO 2: mercoledí 18.00-19.30 (instituto Montserrat)

Mercoledì 2 novembre 2016

GRAMMATICA: IL FUTURO SEMPLICE
Osserva la tabella:


prima coniugazione
STUDIARE
seconda coniugazione
SMETTERE
terza coniugazione
FINIRE
io studierò smetterò finirò
tu studierai smetterai finirai
lui – lei studierà smetterà finirà
noi studieremo smetteremo finiremo
voi studierete smetterete finirete
loro studieranno smetteranno finiranno
 Alcuni verbi particolari seguono regole diverse per la formazione del futuro semplice:

I verbi che terminano con… aggiungono una "h"
 -care: cercare; mancare  cercherò; mancherò
 -gare: pagare; pregare  pagherò; pregherò
I verbi che terminano con… perdono la "i" finale
 -ciare: baciare; cacciare bacerò; caccerò
 -giare: mangiare; viaggiare mangerò; viaggerò
 -sciare: lasciare; fasciare lascerò; fascerò
 Ora vediamo come formano il futuro semplice alcuni verbi irregolari:


essere avere stare venire
io sarò avrò  starò  verrò
tu sarai avrai  starai  verrai
lui – lei sarà avrà  starà  verrà
noi saremo avremo  staremo  verremo
voi sarete avrete  starete  verrete
loro saranno avranno  staranno  verranno


andare fare dare vedere
io andrò farò darò vedrò
tu andrai farai darai vedrai
lui – lei andrà farà darà vedrà
noi andremo faremo daremo vedremo
voi andrete farete darete vedrete
loro andranno faranno daranno vedranno


volere potere dovere dire
io vorrò potrò dovrò dirò
tu vorrai potrai dovrai dirai
lui – lei vorrà potrà dovrà dirà
noi vorremo potremo dovremo diremo
voi vorrete potrete dovrete direte
loro vorranno potranno dovranno diranno
 Altri esempi di futuro irregolare:
CADERE: cadrò, cadrai, cadrà, ecc.
SAPERE: saprò, saprai, saprà, ecc.
BERE: berrò, berrai, berrà, ecc.
RIMANERE: rimarrò, rimarrai, rimarrà, ecc.
TENERE: terrò, terrai, terrà, ecc.

 USI DEL FUTURO

Il futuro è una forma verbale del modo indicativo, può avere diversi usi, vediamoli insieme:
USO TEMPORALE
Il futuro semplice serve per indicare o per parlare di azioni ancora da compiere, soprattutto se molto lontane nel tempo, per esempio: fra qualche anno andrò a vivere all’estero.

ALTRI USI DEL FUTURO
il futuro può indicare insicurezza, quindi si usa per esprimere un dubbio o una supposizione, per esempio: hanno bussato alla porta, sarà Marta?; che ora sarà?

il futuro si può usare per dare ordini o consigli, per esempio: per la prossima interrogazione ti preparerai meglio; metterai subito in ordine la tua camera.
il futuro serve anche per togliere importanza a un argomento, riconoscendo una situazione come vera, ma sottolineando subito che ciò ha poca importanza. Per esempio: Marco sarà anche un bravo ragazzo (situazione riconosciuta come vera, ma di poca importanza), ma a me è antipatico; avrò pure sessant’anni, ma mi sento ancora giovane.
Questo tipo di futuro si chiama concessivo.

ATTENZIONE!
Spesso gli italiani usano il presente invece del futuro per indicare un’azione che avverrà in un prossimo futuro, per esempio: domani vado in montagna; tra due giorni parto per le vacanze.

Compiti: scrivere un tema su che cosa farò tra un mese.



Mercoledì, 26 ottobre 2016

VIAGGIO ATTRAVERSO LE 20 REGIONI ITALIANE:
Tutte le regioni italiane (clicca sopra).

GIOCHI SULLE REGIONI E LE CITTÀ ITALIANE: 
http://www.giochi-geografici.com/

BREVI VIDEO SULLE REGIONI ITALIANE: (clicca sopra)


GRAMMATICA: RIPASSIAMO LE PREPOSIZIONI
Le preposizioni che indicano il posto in cui si è o si va (=el lugar en el que se está o se va) sono IN, A e DA.


1) La preposizione 'IN' è usata:
- quando il posto è un continente, una nazione, una regione e un'isola grande:
- Lucia è/va in Italia
- noi siamo / andiamo in Toscana.
- Mia zia vive in America.
- La scorsa estate sono andata in Cina
- Il viaggio più avventuroso che ho fatto è stato in Africa.
- L'ultima vacanza che ho fatto è stata in Tailandia.
- Il viaggio più lungo che ho fatto è stato negli Stati Uniti.

2) La preposizione 'A' è usata:
- quando il posto è una città e un'isola piccola.
Lucia è/va a Roma
- noi siamo/andiamo a Barcellona.
- lo scorso capodanno sono stata a Firenze.
- La prima vacanza che ricordo è stata a Menorca 20 anni fa.
- Il limoncello più buono che ho assaggiato è stato a Ischia.


3) La preposizione 'DA' è usata:
- quando il posto è una persona:
- sono / vado da Carla
-sono / vado dal dentista.

Per ripassare di più clicca qui:
 http://scusiparlaitaliano.blogspot.com.es/search?q=IN+


Mercoledì, 21 ottobre 2015
 GRAMMATICA: RIPASSIAMO I PRONOMI

Pronomi Personali
Soggetto
Pronomi diretti
(rispondono alle domande CHI, CHE COSA)
Pronomi indiretti
(rispondono alle domande A CHI, A CHE COSA)
Pronomi riflessivi (quando l'azione si riflette sul soggetto)
io
tu
lei (ella)
lui (él)
Lei (usted)
noi
voi
loro
mi
ti
la
lo
La
ci
vi
le (=las)
li (=los)
mi (a me)
ti (a te)
le (a lei)
gli (a lui)
Le (a Lei)
ci (a noi)
vi (a voi)
gli (a loro)
mi
ti
si
si
si
ci
vi
si






Ventitreesima lezione, ventidue aprile 2015

GRAMMATICA: GLI INDEFINITI


AGGETTIVI INVARIBILI E CHE SI USANO solo AL SINGOLARE:

- QUALCHE (=algún, alguna)
Qualche domenica vado a pescare
Vado al teatro qualche volta.
Qualche italiano parla anche dialetto


- OGNI (=cada) invariabile e si usa solo nella forma singolare
Faccio sport ogni giorno.
Vado dalla parrucchiera ogni settimana
Ogni estate parto per Roma.


- QUALSIASI/ QUALUNQUE (=cualquier/-era)
Vado in palestra qualsiasi/qualunque giorno della settimana.
In qualunque/qualsiasi situazione mi sento a mio agio.



PRONOMI CHE SI USANO SOLO NELLA FORMA SINGOLARE:

-QUALCOSA (=algo)
Vado a comprare qualcosa da mangiare e da bere.
Ho preso qualcosa per te nel supermercato.
Nota grammaticale: quando qualcosa è seguito da un infinito si usa la preposizione da prima del verbo.

- CHIUNQUE (=cualquiera/quienquiera)
- Chiunque può aprezzare un quadro di Leonardo.

Nelle frasi subordinate chiunque regge un congiuntivo:
- Può lasciare il suo nominativo chiunque abbia del tempo libero.
- Dovrà portare giacca e cravatta chiunque venga alla festa.

- OGNUNO / OGNUNA (=cada uno /cada una)
Ognuno/ognuna debe fare quello che ritiene più giusto.

-QUALCUNO / QUALCUNA (=alguien)
Quest notte qualcuno /qualcuna è entrato in casa mia.

- UNO / UNA
- In metro ho incontrato uno/una che parlava da solo/-a

- NIENTE / NULLA (=nada)
Non c'è nulla/niente da mangiare in frigo (stessa regola di qualcosa: niente + da + infinito: non ho niente da fare oggi, in tv non c'è niente da vedere).
Non mi importa nulla/ niente


AGGETTIVI E PRONOMI INDEFINITI
Singolare
Plurale
ALCUN / ALCUNO / ALCUNA (=ningún/una): è usato solo nella frasi negative o dopo senza con il significato di 'ningún/-una'.
-Non ho alcuna voglia di studiare (=no tengo ninguna gana de estudiar).
-L'ho ascoltato senza alcuna attenzione.
ALCUNI /ALCUNE (=algunos/-as, unos/-as)
alcuni giorni
alcune volte
alcune ore
alcune persone
TUTTO / TUTTA (=todo, toda)
Tutto il giorno
tutta la settimana
tutta l'ora
tutto l'anno
TUTTI / TUTTE (todos, todas)
Tutti i giorni
tutte le settimane
tutte le ore
tutti gli anni
ALTRO / ALTRA (=otro, otra)
L'altro giorno
l'altra volta
l'altra estate
ALTRI / ALTRE (=otros, otras)
gli altri giorni
le altre volte
le altre estati
POCO / POCA (poco, -ca)
poco tempo
poca voglia
poca libertà
poca pasta
POCHI / POCHE (pocos, -as)
pochi soldi
poche amiche
poche mele
pochi amici
MOLTO / MOLTA
TANTO / TANTA
PARECCHIO / PARECCHIA
fa molto caldo/tanto caldo/parecchio caldo
c'è molta nebbia/tanta nebbia/parecchia nebbia
c'è molto rumore/tanto rumore/parecchio rumore
MOLTI / MOLTE
TANTI / TANTE
PARECCHI / PARECCHIE
ci sono molte persone/ tante persone/ parecchie persone
ci sono molti turisti/ tanti turisti/ parecchi turisti


TROPPO / TROPPA (=demasiado/-a)
ho troppa fame
c'è troppo sale nella carne
c'è troppo latte nel mio caffè
TROPPI /TROPPE (=demasiados/-as)
ci sono troppi turisti
ho troppe idee per la testa
troppe preoccupazioni in questo periodo


NESSUN / NESSUNO / NESSUNA (=ningún/una)
- non ho nessun problema
- non conosco nessuno psicologo
- Nessuno studente ha partecipato allo sciopero.
- Non ho preso nessuna medicina.
Nota grammaticale: nessuno quando predecede il sostantivo segue le forme dell'articolo indeterminativo.
Come in spagnolo, nessuno dopo il verbo vuole la negazione, prima del verbo no:
- Nessuno mi ama
- Non mi ama nessuno.
CIASCUN/ CIASCUNO /CIASCUNA (=cada)
- ho parlato con ciascun ragazzo
- ho dato gli appunti a ciascuno studente
- ciascuna persona decide liberamente
Nota grammaticale: come nessuno, ciascuno quando precede il sostantivo segue la forma dell'articolo indeterminativo.







 Ventiduesima lezione, 15 aprile 2015
Grammatica: verbi METTERCI e VOLERCI.
Usiamo il verbo 'volerci' (verbo pronominale) alla terza persona singolare e plurale (ci vuole/ci vogliono) con il significato di "essere necessario".

- Ci vuole + sostantivo singolare (=se necesita).
- Per fare una buona paella quanto tempo ci vuole? Ci vuole almeno un'ora.
- Per scrivere ci vuole (=se necesita) una penna.
- Per sopportare quella persona ci vuole tanta pazienza.
- Per fare la pasta a mano non ci vuole molto tempo.
- Per andare in quell'agriturismo (=casa rural) ci vuole la macchina

- Ci vogliono + sostantivo plurale (=se necesitan)
Per andare a Madrid in macchina ci vogliono almeno 4 ore.
Per comprare una casa ci vogliono molti soldi.
Per arrivare a casa ci vogliono ancora dieci minuti.

Usiamo invece un altro verbo pronominale "metterci", quando vogliamo rendere la frase personale (io ci metto, tu ci metti, lui/lei ci mette, noi ci mettiamo, voi ci mettete, loro ci mettono):
Quanto tempo (tu) ci metti (=necesitas/tardas) per fare una paella? (io) ci metto (=necesito/tardo) un'ora.
Quanto (voi) ci mettete a finire i compiti? (noi) ci mettiamo poco tempo.

Per esercitarvi: http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=3036

COMPITI: nelle fotocopie fare l'esercizio 5 e 6.


Ventunesima lezione, 8 aprile 2015
Lettura fatta in classe: tipi da treno.
Compiti: fare l'esercizio 2c e 3 delle fotocopie.


Ventesima lezione, 18 marzo 2015
Lessico: cibo 

CARNE: 
di pollo, di coniglio (=conejo), di tacchino (=pavo), di agnello (=cordero), di vitello (=ternera), di maiale (=cerdo), di cavallo, di fagiano (=faisán), di quaglia (=codorníz).

Pesce: il merluzzo, la dorata, il baccalà, lo sgombro (=caballa), il branzino (=lubina), la sardina, le alici (=boquerones), il salmone, la triglia (=salmonete), la trota (=trucha), le acciughe (=las anchoas), il nasello (=la pesccadilla),il tonno (=atún), la coda di rospo (= rape).
Crostacei e frutti di mare: le cozze (=mejillones), le vongole (=almejas), le telline, le ostriche (=ostras), l'astice (=bogavante),il gamberetto (=camarón), il gambero (=gamba), gli scampi (=langostinos), il granchio (=cangrejo).

Legumi: i ceci (=garbanzos), le lenticchie (=lentejas), i piselli (=guisantes),  i fagioli (=judías), i fagiolioni (=judias verdes), le fave (=habas).




Sedicesima lezione, diciotto febbraio 2015 
Le espressioni di tempo con la preposizione DA:

 In queste frasi  la preposizione DA indica la durata:

 Da quanto tempo (=desde cuándo) vivi a Berlino?

Ormai vivo  a Berlino da vent'anni (=desde hace 20 años). 
- Da quanto tempo studi italiano?
Da tre anni più o meno.
- Da quanto tempo lavori?
Da trentacinque anni.
- Studio inglese da molto tempo (=face mucho tiempo)
- È da molto tempo (hace mucho) che non vedo Paolo.

 In queste frasi la preposizione DA indica l'inizio:
- Sono a Berlino dal (=desde) primo al dieci aprile.
- È da lunedì (=desde el lunes) che vado a un corso di informatica
- È da tre anni che studio italiano. 

L'avverbio FA indica l'inizio dell'azione:
Quando ti sei sposata?
Vent'anni fa (hace 20 años).
- Cinquant'anni fa ho iniziato a lavorare.


Quindicesima lezione, 11 febbraio 2015



Dialogo al telefono: prenotare una stanza d'albergo

R.- Pronto, Hotel Giulietta, Buongiorno.
C.- Buongiorno, chiamo dal Canada. Vorrei sapere se avete una stanza (=una habitación) per due persone per il ventisei di giugno, per quattro notti.
R.- Un momento che controllo le prenotazioni....Sí, abbiamo ancora posto (=sitio).
C.- Bene, quanto costa?
R.- Allora, sono cento euro con la prima colazione.
C.- D’accordo e senta, scusi, vorrei sapere se la stanza ha il bagno.
R.- Sí, certo, tutte le stanze hanno il bagno in camera.
C.- Benissimo,  è possibile prenotare una camera con vista, magari (=tal vez) con un balcone?
R.- Purtroppo (=desafortunadamente/lo siento) non abbiamo stanze con balcone, però posso darLe una stanza da cui (desde la cual) si vede l’Arena.
C.- Ah, va bene, allora prenoto una stanza doppia.
R.- Ha detto per quattro notti?
C.- Sí, ci fermiamo il 26, 27, 28, 29 e ripartiamo il 30 mattina.
R.- Va bene, scusi, mi dice il suo nome, per favore?
C.- Todd Cooper
R.- Scusi, come si scrive?
C.- Ti, O, doppia D, Ci, doppia O, Pi, E, Erre.
R.- Va bene, d’accordo
C.- Vi devo mandare (=os tengo que enviar) una caparra (=una señal)?
R.- No, non è necessario se paga con la carta di credito.
C.- Ah, benissimo. Vuole che Le lasci il numero adesso?
R.- Sí, grazie.
C.- È una Visa e il numero è 035472632638
R.- Va bene allora L’aspettiamo per i 26 di giugno.
C.- Grazie e buongiorno
R.-ArrivederLa





Tredicesima lezione, ventotto gennaio 2015
 Ripasso lessico familiare.

LESSICO: Descrivere la forma, il materiale e l'uso degli oggetti.

Forma: quadrato, rotondo, ovale, triangolare, rettangolare, piramidale. Materiale: plastica, vetro, carta, cartone,  legno, terra, metallo (ferro, bronzo, rame, argento, oro), tessuto (lino, cotone, seta, acrilico), avorio, marmo, ceramica, pelle, cemento, argilla, fango.
Consistenza: pesante/leggero, lungo/corto, piccolo/grande, duro/morbido, ruvido/morbido, sottile /spesso.

Compiti: descrivere almeno tre oggetti (come sono fatti e a che cosa servono). 

Dodicesima lezione, 21 gennaio 2015 
Oggi abbiamo parlato di scuola. Com'era la nostra scuola primaria, quanti eravamo in classe, che orario facevamo, quante maestre avevamo, ecc..
Ecco quello che mi ricordo io della mia scuola elementare


Io ho frequentato la scuola elementare Beniamino Gigli di Recanati dal 1977 al 1981. La scuola era a tempo pieno, ossia si entrava alle 8 di mattina e si usciva alle 4 e mezza di pomeriggio. Tutti i bambini della mia classe rimanevano a mangiare alla mensa. 
Avevo tre maestre, la maestra Ninì per italiano, la maestra Carla per matematica e la maestra Rossella per storia e geografia. In classe eravamo in 20, maschi e femmine: le femmine portavano un grembiule  bianco con il fiocco blu, mentre i maschi un grembiule blu senza fiocco. Il mio zaino si chiamava 'cartella' ed era di forma rettangolare con un bottone per aprirla e chiuderla. Dentro c'erano i quaderni, un astuccio, un libro d'italiano e un sussidiario. 
Durante la ricreazione mangiavo la pizzetta o la treccia al cioccolato della pasticceria dei miei genitori. La mia aula me la ricordo grande e con tante finestre, una stanza luminosa e accogliente. Avevamo i banchi grandi a due posti con il calamaio (una sorta di barattolino inserito nel banco dove una volta si metteva l’inchiostro per intingere il pennino) noi però usavamo le penne, ma non cancellabili. La cattedra era un banco grande davanti a una lavagna. 
L’aula era abbastanza riscaldata. Noi ragazze giocavamo all’elastico: un gioco che coinvolgeva 3 bambine, 2 tenevano l’elastico all’altezza delle ginocchia e l’altra saltava. Un altro gioco era quello di scrivere su un foglio nomi cose ed animali che iniziavano con la stessa vocale o consonante. Non facevamo nessuna attività di laboratorio. Facevamo educazione motoria (ma prima si chiamava educazione fisica) e la facevamo nella palestra che per fortuna si trovava nel nostro edificio scolastico.  C’era il cortile, ma uscivamo raramente, non c’erano giochi. Non si facevano colonie ogni anno come adesso fa mia figlia nella scuola primaria catalana. Facevamo  la gita scolastica solo in quinta classe e poche erano le uscite. La gita scolastica che abbiamo fatto è stata a Firenze, di un solo giorno. Nella mia scuola non c'era una biblioteca ma un teatrino, dove recitavamo e cantavamo a Natale, Carnevale e a fine anno scolastico.



Grammatica: i pronomi indiretti (clicca sopra)
 Alcuni esercizi da fare sui pronomi (clicca sopra)

Undicesima lezione, 14 gennaio 2015 
Ripasso


Ultima lezione, mercoledì 10 dicembre 2014
Aggettivi qualificativi visti a lezione: 
Com’è una persona...
Sensibile: è una persona delicata, emotiva, impressionabile, vulnerabile,  empatica Il suo contrario è una persona insensibile, fredda, indifferente, distaccata.
Idealista: è una persona sognatrice, visionaria. Il suo contrario è una persona realista e concreta.
Affidabile: è una persona di cui ti puoi fidare, una persona di fiducia, seria, attendibile. Il suo contrario: inaffidabile.
Gelosa: è una persona che sospetta e dubita della fedeltà della persona amata. Sospettosa, possessiva e insicura. Contrario: fiduciosa, generosa, sicura.
Insicura: è una persona indecisa, perplessa, titubante, che ha paura di fare il primo passo. Contrario: sicura, risoluta, decisa.
Invadente: è una persona che si intromette nella vita altrui, una persona indiscreta, ficcanaso, rompiscatole, rompiballe (volgare). Contrario: discreta e prudente.

Ottava lezione, mercoledì 26 novembre 2014

Compiti: a pagina 24 fare l'esercizio 1b


Settima lezione, mercoledì diciannove novembre 2014
Ottava lezione, lunedì ventiquattro novembre 2014

LESSICO: LE PAROLE DELLA CRONACA NERA
Il furto (=robo), la rapina, il rapinatore, lo scippo (=tirón),  il ladro (=ladrón), la truffa (=la estafa), il truffatore (=estafador), la questura (=comisaría), il pronto soccorso (=urgencias), l'incidente (=accidente), la denuncia

 Qui di seguito il dialogo che abbiamo ascoltato in classe tra Angela e una sua amica: 

- Ciao Angela, ma cosa è successo? (=qué ha pasado?)
A.- Boh (è un espressione molto usata in italiano e si usa per esprimere dubbio e reticenza), non so, c’è stato un piccolo incidente, una macchina ha urtato un motorino.
- Accidenti, si è fatto male qualcuno?
A.- No, guarda, sembra di no, il ragazzo del motorino è là seduto, parla. Sembra stia bene.
- Meno male..ma tu  cosa ci fai qui, non dovresti essere a lavoro?
A. - Sì, ma sto andando in questura (=a la comisaría) a  fare una denuncia, perché ieri mi hanno rubato la borsa.
- Ma va, dove?
A.- Alla festa dell’Unità, ieri sera.
- Alla festa dell’Unità!? vuoi dire che qualcuno ti ha scippato (=tironeado) alla festa dell’unità?!
A.- Ma no, ma no... è colpa mia sono la solita distratta........lascio sempre la borsa dove capita...... è quando c’è tanta gente...
- Anch’io...ma come è successo?
A.- Ma niente, sono andata alla festa con alcuni amici....così,  per fare un giro. C’era un gruppo che faceva musica reggae, volevo un po’ vedere le bancarelle,  i libri e, niente......prima del concerto ci siamo seduti a mangiare una pizza....
- Hai lasciato la borsa sulla sedia...
A.- No, non proprio. Ho uno zainetto, che tengo di solito sulle spalle. L’avevo sulle spalle anche mentre stavo mangiando, solo che a un certo punto è suonato il cellulare, mi sono tolta lo zainetto, ho risposto e poi non me lo sono più rimesso, è rimasto lì sulla panca vicino a me. E Quando ci siamo alzati per andare via...eh, non c’era più.
- Cavoli (=ostras), chissà che rabbia!
A.- Ero furente, mi sono rovinata la serata (=me he estropeado la noche).
- Avevi molti soldi?
A.- No, non molti però il portafoglio (=el monedero) era nuovo e comunque avevo tutti i documenti: la carta d’identità, la patente (=el carnet de conducir), il bancomat (=la carta de crédito).
- L’hai bloccato subito?
A.- Sì, per quello c’è un numero verde. Ho chiamato mio fratello che ha il conto nella mia stessa banca e il numero me l’ha dato lui. Solo che adesso ci vorranno mesi di uffici e cartacce (=meses de despachos y papeleos) per rifare i documenti. E poi c’era il cellulare con tutti i numeri dentro e soprattutto un regalo di Stefano.
- Ma nooo!!
A.- Eh, sì, mi aveva appena regalato una bellissima collanina di pietre con degli orecchini che avevo visto in una bancarella (=una parada de un mercadillo) di artigianato e mi era tanto piaciuta. Una rabbia!! Avrei dovuto metterla subito e invece l’ho messa in borsa perché secondo me non stava bene con il vestito che avevo...che cretina!
- Beh, non potevi saperlo, forse quella la potrai ricomprare.
A.- No, perché era l’ultima. Stefano, guarda, è stato carinissimo, e per consolarmi è andato subito a cercarne un’altra, ma si sa.... l’artigianato... sono pezzi unici. Così mi ha preso un anello...molto simile, è stato davvero carino, mi sono quasi commossa.
- Vabbé (forma abbreviata di 'va bene', si usa nel parlato), dai, qualcosa di positivo c’è. Dici sempre che è una persona chiusa, un po’ brusca (=uraña).
A.- Sì, è un po’ orso..(=un poco oso)
- E invece è stato comprensivo, rassicurante...
A.- Mah (un'altra espressione italiana che indica dubbio e perplessità), sì forse hai ragione tu, guardiamo il lato positivo, tanto che ci posso fare.


 





Sesta lezione, mercoledì 12 novembre 2014

GRAMMATICA: IMPERFETTO
L’indicativo imperfetto è un tempo del passato usato per:

-descrivere persone (stati fisici e psicologici), luoghi e condizioni generali; si usa tipicamente con verbi che non indicano un'azione ma uno stato, come essere, avere, sapere, sembrare: ieri avevo sonno / la giornata era bella, splendeva il sole, ma faceva freddo / quando ero piccola avevo lunghi capelli castani.

- descrivere azioni in corso, azioni che durano, di cui non si vede l'inizio e la fine: c'era una bella atmosfera, molti ragazzi che ballavano e ridevano.

- raccontare fatti passati che si ripetono con abitudine: l’anno scorso andavo in piscina tre volte alla settimana / quando ero piccola andavo al mare in Calabria / di sera uscivo sempre con i miei amici

- per fare richieste cortesi: Buongiorno, volevo un litro di latte

CONIUGAZIONE DELL’INDICATIVO IMPERFETTO


giocare temere sentire
io giocavo io temevo io sentivo
tu giocavi tu temevi tu sentivi
lui-lei giocava lui-lei temeva lui-lei sentiva
noi giocavamo noi temevamo noi sentivamo
voi giocavate voi temevate voi sentivate
loro giocavano loro temevano loro sentivano

L’imperfetto dei verbi essere e avere:
essere (irregolare) avere
io ero io avevo
tu eri tu avevi
lui-lei era lui-lei aveva
noi eravamo noi avevamo
voi eravate voi avevate
loro erano loro avevano
 Ora osserva la tabella con la coniugazione dell’indicativo imperfetto dei verbi modali:
potere dovere volere
io potevo io dovevo io volevo
tu potevi tu dovevi tu volevi
lui-lei poteva lui-lei doveva lui-lei voleva
noi potevamo noi dovevamo noi volevamo
voi potevate voi dovevate voi volevate
loro potevano loro dovevano loro volevano
e tre verbi irregolari:
fare: facevo, facevi, faceva,facevamo, facevate, facevano
dire: dicevo, dicevi, diceva,dicevamo, dicevate, dicevano
bere: bevevo, bevevi, beveva, bevevamo, bevevate, bevevano.



Imperfetto di c'è / ci sono (=hay)
C'era (=había)
Ieri in Piazza di Spagna c'era molta gente (C'ERA  e non 'aveva molta gente').

C'erano (=había)
Ieri davanti casa mia c'erano molte macchine parcheggiate (C'ERANO e non 'aveva molte macchine')


Imperfetto di mi piace / mi piacciono:
Mi piaceva (=me gustaba)
Da giovane mi piaceva suonare il pianoforte (MI PIACEVA, terza persona singolare, e non 'mi piacevo').
Quando eri piccola, ti piaceva andare a scuola?

Mi piacevano (=me gustaban)
Da giovane mi piacevano i libri di avventura. 


COMPITI: scrivere 10 frasi come nell'esempio
- Quando ero giovane giocavo a pallavolo, adesso invece non ci gioco più.
- Da giovane mi piaceva molto leggere i fumetti, adesso invece non li leggo più.





Quinta lezione, mercoledì 5 novembre 2014
GRAMMATICA
Pronomi Diretti: usiamo i pronomi diretti con verbi transitivi per sostituire un oggetto diretto (senza preposizione). Di solito vanno prima del verbo.
Leggi il giornale? Sì, lo leggo (lo= il giornale)
Mangi gli spaghetti? Sì, li mangio (li= gli spaghetti)
Conosci quelle ragazze? No, non le conosco (le= le ragazze)




Singolare Plurale
1ª persona mi ci
2ª persona ti vi
3ª persona femminile la (La) le
3ª persona maschile lo li
I pronomi diretti singolari LO e LA possono diventare L' davanti a una parola che comincia per vocale:
- Chi accompagna Paola? L'accompagna Mario.
- Questa canzone è bellissima, l'ascolto sempre.

I pronomi plurali LI e LE non prendono mai l'apostrofo:
- Chi accompagna i bambini a scuola? Li accompagna la mamma.
- Queste canzoni sono bellissime, le ascolto sempre.

Quando c'è un verbo + infinito, il pronome diretto può andare prima del verbo o dopo l'infinito.
- Vuoi la cioccolata? No grazie, non la posso mangiare
                               No grazie, non posso mangiarla

Il pronome diretto LO può sostituire anche una frase, con il significato di 'questo':
- Che cosa è successo? Non lo so (=non so che cosa è successo; non so questo)
ESEMPI:
Quando fai la spesa? La faccio il sabato mattina
Quando fai le pulizie? le faccio il fine settimana
Quando leggi il giornale? Lo leggo tutti i giorni
Dove metti i libri? Li metto sul tavolo
Inviti a cena i tuoi cugini? Sì, li invito

GRAMMATICA: 
Pronomi diretti e il participio passato:
Quando i pronomi diretti lo, la, li , le, sono prima di un tempo composto (passato prossimo, trapassato prossimo, futuro anteriore. ecc..), il participio passato concorda con i pronomi in genere e numero (finisce con -o, -a, -i, -e).

- Hai comprato il giornale? Sì, l'ho comprato ieri
- Hai comprato i giornali? No, non li ho ancora comprati
- Hai spento la luce? No, non l'ho ancora spenta
- Hai spento le luci? Sì, le ho spente

COMPITI: fare gli esercizi 3 e 4 a pagina 91,92




Quarta lezione, mercoledì 29 ottobre 2014

Continuiamo con il passato prossimo. Finire tutti gli esercizi delle fotocopie.
Durante la lezione, abbiamo visto l'uso della particella ci con significativo locativo. Spesso usiamo la particella ci per non ripetere un luogo di cui abbiamo già parlato:
- Sei mai stato/-a a Roma?
  Sì, ci sono stata due anni fa (ci = a Roma)
- Sei andato/-a in Sicilia in vacanza?
   Sì, ci sono andato/-a con mia moglie (ci = in Sicilia)
- Quanto tempo sei rimasto/-a a Torino?
  Ci sono rimasto/-a un mesa (ci = a Torino)
- Sei andato/-a in biblioteca a studiare?
  Sì, ci vado ogni giorno (ci = in biblioteca)
- Quando vai a lezione d'italiano?
  Ci vado il mercoledì sera. (ci = a lezione d'italiano)




Terza lezione, mercoledì 22 ottobre 2014.

Abbiamo ripassato il 'passato prossimo' e fatto degli esercizi sulle fotocopie.
Se volete praticare di più il passato prossimo, in questo link trovate altri esercizi da fare:
http://www.italianonline.it/passatoprossimo.htm

COMPITI: esercizio 4b, 6 e 7 delle fotocopie (non libro giallo)

Seconda lezione, 15 ottobre 2014

Qui di seguito l'esercizio sulla preposizione articolata di+articolo determinativo che abbiamo fatto in classe.


Esempio:
la giornata dell'alunno / degli alunni
La giornata dell'alunna  /  delle alunne

SINGOLARE PLURALE
Maschile dell'alunno
Femminile dell'alunna
Degli alunni
delle alunne
M. dello studente
F. della studentessa
Degli studenti
delle studentesse
M. dell'insegnante
F. dell'insegnante
Degli insegnanti
delle insegnanti
M. del professore
F. della professoressa
Dei professori
delle professoresse
M. dell'imprenditore
F. dell'imprenditrice
Degli imprenditori
delle imprenditrici
M. dell'operaio
F. delle operaie
Degli operai
delle operaie
M. del regista
F. della regista
Dei registi
delle registe
M. dello sceneggiatore (=del guionista)
F. della sceneggiatrice
Degli sceneggiatori
delle sceneggiatrici
M. dell'attore
F. dell'attrice
Degli attori
delle attrici
M. dello scrittore
F. della scrittrice
Degli scrittori
delle scrittrici
M. del musicista
F. della musicista
Dei musicisti
delle musiciste
M. del compositore
F. della compositrice
Dei compositori
delle compositrici
M. del dottore
F. della dottoressa
Dei dottori
delle dottoresse
M. dell'infermiere
F. dell'infermiera
Degli infermieri
delle infermiere
M. dello psicologo
F. della psicologa
Degli psicologi
delle psicologhe
M. del calciatore
F. della calciatrice
Dei calciatori
delle calciatrici
M. del ricercatore
F. della ricercatrice
Dei ricercatori
delle ricercatrici
M. dello scienziato
F. della scienziata
Degli scienziati
delle scienziate
M. del panettiere
F. della panettiere
Dei panettieri
delle panettiere
M. del farmacista
F. della farmacista
Dei farmacisti
delle farmaciste
M. del cameriere
F. della cameriera
Dei camerieri
delle cameriere

Osservazioni sulla terminazione dei sostantivi:

- I sostantivi che al singolare maschile terminano con '-tore' (lavoratore, sceneggiatore, attore, ecc..), al singolare femminile terminano con '-trice' (lavoratrice, sceneggiatrice, attrice, ecc..). Fa eccezione 'dottore'. -
- I sostantivi che terminano con '-ista'  hanno doppio genere al singolare (il/la farmacista, il/la regista, il/la musicista, il/la turista ecc..).
- I sostantivi che al singolare terminano  con -e hanno doppio genere (l'insegnate /gli insegnanti, le insegnanti;  il cantante, la cantante/ i cantanti, le cantanti;  il nipote, la nipote/ i nipoti, le nipoti)
- Ci sono alcuni sostantivi che al maschile singolare terminano con -e, mentre al femminile singolare terminano con -a (l'infermiere, l'infermiera; il cameriere, la cameriera).
In questo link,  http://www.scudit.net/md333nomi_3.htm, un'utile lista di sostantivi con la terminazione in -e

Compiti: 
Scrivere 5 frasi, ognuna con due verbi al presente indicativo, come nell'esempio:
La giornata del dottore: 
- Va all'ospedale e si preoccupa per la salute dei suoi pazienti
La giornata dei musicisti:
- Suonano il loro strumento e ascoltano molta musica.



Prima lezione, mercoledì 8 ottobre 2014
Abbiamo ascoltato la canzone di Lorenzo Jovanotti 'Per te'.




In classe, abbiamo risposto a queste domande:
-Chi può essere il te nel testo? La mamma, la figlia/il figlio, la moglie/la fidanzata, il papà, un'amica/un amico, Dio.
- Qual è il ritornello (=el estribillo) di questa canzone?
- Dopo aver ascoltato la canzone, scrivi i nomi dei colori e dei mesi che riconosci.

Abbiamo ripassato gli articoli determinativi (la/l' - le; il-i; lo/l'- gli) e completato la tabella delle preposizioni articolate.



Per compiti:

Prova a scrivere 5 frasi come quelle della canzone e componi una ninna nanna (=una nana) per una persona a scelta tra: tua moglie, tuo marito, tuo figlio/tua figlia, tuo padre/tua madre, il tuo vicino di casa/ la tua vicina di casa, il presidente del governo. Fai attenzione all'articolo determinativo e alla preposizione articolata.
Esempio: per mia figlia
è per te il succo delle arance e l'aquilone (=la cometa) vola, 
è per te il caldo dell'estate e il freddo dell'inverno
è per te il dolce delle caramelle e delle torte al cioccolato
è per te ogni casa che c'è ninna na ninna e....


Ventinovesima lezione, 11 giugno 2014


GRAMMATICA: l'aggettivo bello
Anche l'aggettivo bello si comporta come l'aggettivo quello, modificando la desinenza e seguendo le regole dell'articolo determinativo:
la donna: è una bella donna                sono delle belle donne
l'agenda: è un bell'agenda                  sono delle belle agende
il bambino: è un bel bambino             sono dei bei bambini
L'uomo: è un bell'uomo                      sono dei begli uomini
lo spettacolo:  è un bello spettacolo    sono dei begli spettacoli




Ventottesima lezione, 4 giugno 2014
GRAMMATICA: Il pronome NE si usa anche per sostituire un complemento indiretto introdotto dalla preposizione di: 
Bruno parla spesso di sport? No, non ne parla mai  (il ne sostituisce 'di sport')
Hai bisogno di questi pantaloni per il viaggio? Sì, ne ho bisogno (il ne sostituisce 'di questi pantaloni').
Hai voglia di un gelato? Sì, ne ho molta voglia (il ne sostituisce 'di un gelato').
Giorgio ha scritto un libro, ma non ne parla mai (il ne sostituisce 'del libro').

 Ne può sostituire una proposizione:
Credi che domani ci sarà bel tempo? Ne dubito (ne= di questo, ossia, 'che domani ci sarà bel tempo').

GRAMMATICA: AGGETTIVO E PRONOME DIMOSTRATIVO QUELLO (=aquel, eso)
Quello, quando si usa come aggettivo, modifica la desinenza seguendo le regole dell'articolo determinativo:
il tavolo: quel tavolo
i tavoli: quei tavoli

l'uomo: quell'uomo
gli uomini: quegli uomini

lo zaino: quello zaino
gli zaini: quegli zaini 

la donna: quella donna
le donne: quelle donne

l'amica: quell'amica
le amiche: quelle amiche

Quando invece lo usiamo come pronome si comporta come un aggettivo: quello, quelli, quella, quelle 
*Sto cercando quella valigia (qui è aggettivo) che ci ha regalato tua sorella?
- Quale?
*Quella rossa (qui è pronome)
- Dev'essere in quell'armadio (qui è aggettivo)


Ventisettesima lezione, 28 maggio 2014


GRAMMATICA: Il pronome ne con VALORE PARTITIVO indica una parte di una quantità e sostituisce i nomi, per esempio:

- quanti errori hai fatto? Ne (di errori) ho fatti pochi

- hai mangiato tutti i biscotti? No, ne (di biscotti) ho mangiati due.



Ne indica anche una quantità zero:

- hai dello zucchero? No, non ne (di zucchero) ho più.



Il ne partitivo quindi si usa:

- quando indica una parte del tutto

- quando indica una quantità corrispondente a zero, cioè niente o nessuno.

Non si usa ne, ma si usano i pronomi diretti lo-la-li-le quando si parla del tutto, per esempio:

- hai portato i panini? Sì. li ho portati tutti.

- hai mangiato la torta? Sì, l'ho mangiata tutta.


ATTENZIONE

⇒Nei tempi composti il participio concorda con il nome sostituito da ne:

- quante matite hai comprato? Ne ho comprate dieci

- quanti amici hai invitato? Ne ho invitati molti.

⇒Se la quantità indicata è zero (niente o nessuno) il participio concorda nel genere (maschile-femminile) ma non nel numero (singolare-plurale): hai visto le tue amiche? No, non ne ho vista nessuna.


Ventiseiesima lezione, 21 maggio 2014
Lessico: i colori
         
 Indosso una camicia gialla e dei pantaloni verdi

I colori indicano una qualità di un oggetto. Per questo, come ogni aggettivo qualificativo, in italiano concordano in genere e numero con il nome al quale si riferiscono:
un cappotto nero
un abrigo nero
due cappotti neri
dos abrigos neros
una gonna rossa
una falda roja
due gonne rosse
dos faldas rojas
La maggior parte dei colori sono aggettivi in -o (a 4 uscite: bianco, nero, rosso, giallo, grigio, azzurro), alcuni sono in -e (quindi a due sole uscite, una per il singolare ed una per il plurale: verde,marrone, arancione, celeste, turchese), ed altri ancora rimangono invariati nel genere e nel numero (rosa, viola, blu, lilla, beige, bordeaux).

Esempio:
Lucia porta / ha / indossa dei pantaloni blu  a vita bassa

                                         dei calzini a righe rosse
                                         dei jeans lilla
                                         dei guanti bianchi
                                         delle scarpe marroni
                                         degli occhiali da vista con montatura gialla
                                         degli zoccoli verdi
                                         degli stivali neri

 


Venticinquesima lezione, mercoledì 14 maggio 2014
Lessico: l'abbigliamento ed i vestiti.
Come siamo abbigliati? Che cosa indossiamo? (=cómo vestimos?)
Conoscere il vocabolario dell'abbigliamento è molto importante: esso fa parte della conversazione di tutti i giorni ed è utilissimo per andare a fare shopping nei negozi italiani.

Puoi essere vestito elegante, sportivo o casual, ma dalla mattina quando ti vesti e ti metti le scarpe, alla sera quando ti spogli e ti togli le scarpe, sei sempre circondato da vestiti!



        

Abbigliamento  
Vestuario


Capo / Vestito /Indumento

     Prenda

Negozio d'abbigliamento

   Tienda de ropa

Taglia
Talla

Abito da sera
Traje

Camicia
Camisa

Camicia di seta
Camisa de seda

Canottiera
Camiseta

Canottiera di cotone
Camiseta de algodón

Cappotto
Abrigo

Giacca in pelle
Chaqueta de cuero

Giacca a vento
Chaqueta rompeviento


Gonna
Falda

Jeans
Pantalón vaquero

Maglietta
Camiseta

Maglietta a strisce/righe
Camiseta a rayas

Maglione
 Jersey

Maglione di lana
Jersey de lana

Mutande
Bragas

Pantaloni
Pantalones

Pantaloni a quadri
Pantalones a cuadros

Pantaloni in lino
Pantalones de lino

Tuta sportiva
Chandal








Scarpe
Zapatos

Accessori
Accesorios

Scarpe sportive
Bambas

Sandali
Sandalias

Stivali
Botas

Ciabatte
Zapatillas

Cappello
Sombrero

Borsa
Bolso

Cravatta
Corbata

Zaino
Mochila

Sciarpa
Bufanda

Occhiali
Gafas 

Calze
Medias

Collant
Medias / Pantys

Guanti
Guantes

Scialle
Chal

Cintura
Cinturón 






Ventiquattresima lezione, mercoledì 7 maggio 2014

Lessico: Il tempo atmosferico
 Pioverà? Non pioverà?
Farà brutto? Farà bello?
Dovrò uscire con l’ombrello?
Ma se uscissi con l’ombrelllo
lo so già farebbe bello.
Eppoi questo non è tutto.
Senza ombrello, ci scommetto,
muterebbe in tempo brutto.
Sole, pioggia, ma perchè
vi burlate ognor di me? ( Colombini Monti)

La pioggia (=la lluvia) 
Piovere (=llover)
Passato prossimo: ha /è piovuto (usano indifferentemente essere o avere tutti i verbi che esprimono condizioni atmosferiche, anche se la tradizione grammaticale consiglierebbe l'ausiliare essere)
La neve (=la nieve)
Nevicare (=nevar)

Passato prossimo: ha /è nevicato
La grandine (=el granizo)
Grandinare
Passato prossimo: ha/è grandinato
Il diluvio
Diluviare
Passato prossimo: ha/è diluviato

Il vento e la brezza (=la brisa)
La nebbia (la niebla)
La brina (=la brizna)
L'arcobaleno (=el arcoiris)

Di solito che tempo fa a Barcellona?
C'è il sole quasi tutto l'anno, piove poco, anche se quando piove diluvia; non c'è mai la nebbia e di rado nevica, ma quando cade un po' di neve, come l'otto marzo del 2010, la città va in tilt (=la ciudad se colapsa).

Com'è il tempo a  Barcellona d'estate?
È sempre bello, fa molto caldo, ma non è un caldo torrido ma un caldo afoso (=bochornoso). 
Che tempo fa a Barcellona d' inverno?
Il tempo è bello,  non fa molto freddo ma è un freddo umido non secco. 


GRAMMATICA
Pronomi Diretti: usiamo i pronomi diretti con verbi transitivi per sostituire un oggetto diretto (senza preposizione).




Singolare Plurale
1ª persona mi ci
2ª persona ti vi
3ª persona femminile la (La) le
3ª persona maschile lo li

ESEMPI:
Quando fai la spesa? La faccio il sabato mattina
Quando fai le pulizie? le faccio il fine settimana
Quando leggi il giornale? Lo leggo tutti i giorni
Dove metti i libri? Li metto sul tavolo

Compiti: esercizi 5 e 6 a pagina 89-90

Ventitreesima lezione, 30 aprile 2014
GRAMMATICA:
Per esprimere necessità in italiano si usano queste due espressioni: .

- Ci vuole / occorre + sostantivo singolare (=se necesita) 
Per fare una buona paella quanto tempo ci vuole/ occorre? Ci vuole/ occorre almeno un'ora.
Per scrivere ci vuole/occorre una penna.
Per sopportare quella persona ci vuole/occorre tanta pazienza.
Per fare la pasta a mano non ci vuole/occorre molto tempo.
Per andare in quell'agriturismo (=casa rural) ci vuole/occorre la macchina

- Ci vogliono/occorrono + sostantivo plurale (=se necesitan)
Per andare a Madrid in macchina ci vogliono/occorrono almeno 4 ore.
Per comprare una casa ci vogliono/occorrono molti soldi.
Per arrivare a casa ci vogliono/occorrono ancora dieci minuti.

Usiamo invece un altro verbo pronominale "metterci" (=tardar, necesitar), quando vogliamo rendere la frase personale. In questo caso il verbo si coniuga in tutte le persone: io ci metto, tu ci metti, lui/lei ci mette, noi ci mettiamo, voi ci mettete, loro ci mettono:
Quanto tempo (tu) ci metti per fare una paella? (io) ci metto un'ora.
Quanto (voi) ci mettete a finire i compiti? (noi) ci mettiamo poco tempo.


Qui trovate degli esercizi da fare con soluzione:
ci vuole/ ci vogliono / bisogna (clicca sopra)
C'è / ci sono  ci vuole /ci vogliono (clicca sopra)
Volerci / Metterci (clicca sopra)

Per compiti: scrivere delle frasi con bisogna, c'è bisogno di, avere bisogno di, ci vuole/ci vogliono e metterci.


Importante: mercoledì 23 aprile non faremo lezione. La recupereremo mercoledì 18 giugno 


Ventiduesima lezione, 9 aprile 2014 
GRAMMATICA: per indicare la necessità di compiere una determinata azione,  in italiano abbiamo forme impersonali e personali: 
Le forme impersonali:
- Bisogna + infinito (=hay que+ infinitivo)

Bisogna mangiare in fretta il gelato altrimenti si scioglie.
Per andare a Capri bisogna prendere il traghetto. 
Bisogna vedere questo film, tutti ne parlano. 

- C’è bisogno di + infinito o nome (=hace falta)
Non c’è bisogno di urlare, non sono sordo!
Secondo me il problema è semplice e non c’è bisogno di (non è necessario) essere Einstein per risolverlo. 

Forma personale: 

- Avere bisogno di + infinito o nome (=necessitar + infinitivo o sustantivo). Costruzione personale: io, tu, lui/lei/Lei, noi, voi, loro)  

Sono troppo stanca, ho bisogno di riposarmi un po’.
Tu non hai bisogno di nessuno!!
Noi abbiamo bisogno di fare una pausa.
Non ti lamentare sempre; si può sapere di che cosa hai bisogno per stare bene?

Compiti: scrivere delle frasi con 'bisogna', 'cè bisogno di' e 'avere bisogno di'. 


Ventunesima lezione, 2 aprile 2014


Grammatica: qual è il passato prossimo di 'mi piace' / 'mi piacciono'?
La frase al presente indicativo 'mi piace il gelato' (=me gusta el helado) al passato prossimo è 'mi è piaciuto il gelato' (=me ha gustado el helado). Con il verbo 'piacere' usiamo l'ausiliare 'essere' (alla terza persona singolare e alla terza persona plurale), il participio passato deve concordare in numero e genere con il soggetto

Esempi: 
Mi è piaciuto il gelato ('il gelato' è soggetto maschile singolare, quindi il participio passato finisce in -o)
Mi sono piaciuti i gelati ( 'i gelati' è soggetto maschile plurale, quindi il participio passato finisce in -i)
Mi è piaciuta la pizza ('la pizza' è soggetto femminile singolare, il paricipio passato finisce in -a)
Mi sono piaciute le pizze ('Le pizze' è soggetto femminile plurale, quindi il paricipio finisce in -e).

GRAMMATICA: Quali pronomi mettiamo davanti al verbo 'piacere'? i pronomi indiretti
pronome  indiretto + verbo 'piacere' alla terza persona singolare e plurale
mi / a me piace/piacciono
ti / a te piace/ piacciono
gli / a lui piace/ piacciono
le / a lei piace / piacciono
Le / a Lei piace /piacciono
ci / a noi piace/piacciono
vi / a voi piace/piacciono
gli / a loro piace/ piacciono

Attenzione! 
Non è corretto  dire 'a me mi piace il gelato'. Si dice 'mi piace il gelato' o 'a me piace il gelato'.

Qualche esempio: 
Ti piace Barcellona? A me piace di più Parigi.
Ti piacciono di più gli spaghetti con le vongole (=con almejas) o con le cozze (=con mejillones)? a me non piacciono gli spaghetti, preferisco le linguine (=tallarines).
Vi piace imparare italiano? Sí, ci piace moltissimo.

Ora stesso verbo e stessi pronomi al passato prossimo:

mi / a me è piaciuto/-a, sono piaciuti/-e
ti /a te è piaciuto/-a, sono piaciuti/-e
gli /a lui è piaciuto/-a, sono piaciuti/-e
le /a lei è piaciuto/-a, sono piaciuti/-e
Le /a Lei è piaciuto/-a, sono piaciuti/-e
ci /a noi è piaciuto/-a, sono piaciuti/-e
vi /a voi è piaciuto/-a, sono piaciuti/-e
gli /a loro è piaciuto/-a, sono piaciuti/-e

Qualche esempio: 
Ti è piaciuto il film? No, non mi è piaciuto molto
Vi è piaciuta la mostra di Pasolini? Sì, ci è piaciuta tantissimo.
A tuo marito, gli sono piaciute le tagliatelle che gli hai preparato? No, purtroppo (=desgraciadamente) a lui non sono piaciute, ma a mia madre sì.
A te sono piaciute le canzoni che abbiamo cantato a lezione? Alcune mi sono piaciute, altre no.
Mi sono piaciuti molto i quadri di questa mostra.
A me non è piaciuta la pizza che abbiamo mangiato ieri.

Compiti: fare gli esercizi 1, 2 e 3 a pagina 74-75 delle fotocopie.




Ventesima lezione, ventisei marzo duemilaquattordici

Domande e risposte:

- Anna, sei stata a Parigi? (=¿has estado en París?)
Sí, ci ('ci' sostituisce 'a Parigi') sono stata l'estate scorsa (=estuve el verano pasado).

- Carlo, sei stato in India? (=has estado en India?)
- No, non ci sono mai stato (=no, nunca estuve)

- (Voi) siete stati a Madrid?
- Sì, (noi) ci siamo stati tre anni fa (=hace tres años)
  
Attenzione alle concordanze: 
- Mio marito è stato in Germania per lavoro.
- Mia moglie è stata a Stoccolma in vacanza.
- I miei figli sono stati in vacanza in Giappone.
-Le mie figlie sono state in vacanza a Maiorca. 




Preposizioni di luogo: in e a
in+nazione    in Italia, in Spagna, in Germania
in+regione    in Catalogna, in Toscana, in Bretagna
in+continente     in Europa,  in Africa
in+isole grandi    in Sicilia, in Sardegna

a+città     a Barcellona, a Roma, a Londra
a+isole piccole   a Ibiza, a Maiorca, a Capri



Grammatica: come si forma il passato prossimo di 'c'è' e 'ci sono' (=hay / está, están):

Frase al presente indicativo, il soggetto della frase è di genere maschile:
Oggi a Barcellona c'è uno sciopero (=hay una huelga)

Frase al passato prossimo:
Ieri a Barcellona c'è stato uno sciopero

Stessa frase al plurale.
Al presente indicativo:
Oggi a  Barcellona ci sono degli scioperi (=hay unas huelgas)
Al passato prossimo:
Ieri a Barcellona ci sono stati degli scioperi.


Adesso, mettiamo invece un soggetto di genere femminile.
Al presente indicativo:
Oggi a Barcellona c'è la maratona.
Al passato prossimo:
Ieri a Barcellona c'è stata la maratona

Al plurale, al presente indicativo:
Domani a Barcellona ci sono delle maratone

Al passato prossimo:
Ieri a Barcellona ci sono state delle maratone.

Compiti: esercizi 4 e 5 a pagina 72 delle fotocopie.




Diciannovesima lezione, dodici marzo 2014

GRAMMATICA: IL PASSATO PROSSIMO E IL PASSATO REMOTO INDICATIVO

In italiano abbiamo due tempi verbali che esprimono, dal punto di vista temporale, un'azione fatta e conclusa nel passato: il passato remoto e il passato prossimo. Noi impareremo il passato prossimo, poiché è il tempo verbale più utilizzato nella lingua parlata e si può comodamente usare sia per parlare di un avvenimento successo questa mattina o qualche giorno  fa sia di un avvenimento successo un milione di anni fa. Infatti, il passato prossimo rende il racconto più vicino a noi, più collegato con la realtà presente.

Questa mattina ho fatto la pizza
Ieri mattina (=ayer por la mañana) ho fatto la pizza
La settimana scorsa (=la semana pasada) ho fatto la pizza
Tre settimane fa (=hace tres semanas) ho fatto la pizza
Il mese scorso (=el mes pasado) ho fatto la pizza
L'anno scorso (=el año pasado) ho fatto una pizza buonissima
20 anni fa (=hace 20 años) ho fatto la mia prima pizza 


Invece, il passato remoto ha la caratteristica di essere più usato nella lingua scritta (testi storici, giuridici, romanzi, racconti, favole).

Nel 1946 gli italiani votarono per la Repubblica. 
Nel 1936 scoppiò la guerra civile spagnola. 
I romani dichiararono guerra ai cartaginesi.
Cappuccetto Rosso andò nel bosco dove incontrò il lupo.
Romeo si innamorò di Giulietta.

Per quanto riguarda il parlato, la sua diffusione è abbastanza alta nel sud Italia (specialmente in Sicilia), scarsa nel centro Italia e praticamente assente nell'Italia del nord. Però, al di là (=más allá) delle sue caratteristiche stilistiche e geografiche, il passato remoto rende un discorso lontano sia nel tempo sia nella sua percezione psicologica: una favola, una novella, un racconto, anche il testo di una canzone, al passato remoto collocano la narrazione in una dimensione epica, lontana dalla realtà di tutti i giorni.



FORMAZIONE DEL PASSATO PROSSIMO  
Il passato prossimo è formato da due elementi:
 l’ausiliare (essere o avere al presente indicativo) + il participio passato del verbo.

Formazione del participio passato:

Il participio passato si forma togliendo al verbo la desinenza dell’infinito (are; ere; ire) e aggiungendo la desinenza del participio passato:

Verbi in -are ⇒ participio passato -ato (cambiare ⇒cambiato)
Verbi in -ere ⇒participio passato -uto (vendere ⇒venduto)
Verbi in -ire ⇒ participio passato -ito (partire ⇒partito)
Ora osserva la tabella:

PASSATO PROSSIMO DEI VERBI:

CAMBIARE                               VENDERE                    PARTIRE
Soggetto Ausiliare Participio passato Ausiliare Participio passato Ausiliare Participio passato
io
ho cambiato ho venduto  sono  partito – a
tu hai cambiato hai venduto  sei  partito – a
lui – lei ha cambiato ha venduto  è  partito – a
noi abbiamo cambiato abbiamo venduto  siamo  partiti – e
voi avete cambiato avete venduto  siete  partiti – e
loro hanno cambiato hanno venduto  sono  partiti – e



PASSATO PROSSIMO DEI VERBI ESSERE E AVERE
Soggetto Ausiliare Participio passato Ausilaire Participio passato
io sono stato – a ho avuto
tu sei stato – a hai avuto
lui – lei è stato – a ha avuto
noi siamo stati – e abbiamo avuto
voi siete stati – e avete avuto
loro sono stati – e hanno avuto

Come potete vedere dalle tabelle, con l’ausiliare avere il participio passato non cambia, invece con l'ausiliare essere il participio si comporta come un aggettivo con 4 terminazioni (-o, -a, -i, -e).

ESSERE O AVERE?

- L’ausiliare avere si usa con i verbi transitivi, ossia con quei verbi che rispondono alle domande: chi? che cosa?  
Qualche esempio: 
Ho mangiato (cosa?) una mela. 
Abbiamo incontrato (chi?) Lucia.

- L’ausiliare essere si usa con quasi tutti i verbi intransitivi, ossia con i verbi che non rispondono alla domanda: chi? che cosa? Per esempio:
sono uscito presto stamattina. E Con l’ausiliare essere il participio passato concorda con il genere (maschile-femminile) e il numero (singolare-plurale) del soggetto:

Marta è andata al mare
Luca è andato al mare
Marta e Natalia sono andate al mare
Luca e Alex sono andati al mare.

L’ausiliare essere si usa con:


i verbi di movimento: partire; uscire; entrare; tornare, andare; venire; arrivare; cadere; etc.: sono partito/-a, sono uscito/-a; sono entrato/-a; sono tornato/-a; sono venuto/-a; sono arrivato/-a; sono caduto/-a. Eccezioni: passeggiare (ho passeggiato); camminare (ho camminato), viaggiare (ho viaggiato), guidare (ho guidato), ballare (ho ballato); nuotare (ho nuotato).
Tutti i verbi riflessivi: alzarsi; svegliarsi; lavarsi etc. (mi sono alzato/-a; ti sei svegliato/-a; mi sono lavato/-a)
i verbi di stato: essere; stare; rimanere; restare (sono stato/-a; sono rimasto/-a, sono restato/-a)
i verbi di cambiamento: diventare (=hacerse, convertirse); nascere; morire; crescere; ingrassare (=engordar); dimagrire (=adelgazar): (sono diventato/-a; sono nato/-a; sono morto/-a; sono ingrassato/-a; sono dimagrito/-a) 
- i verbi impersonali: piacere; sembrare; accadere (=acontecer), succedere (=suceder), capitare (=pasar); durare (mi è piaciuto/-a, mi sono piaciuti/-e; mi è sembrato/-a, mi sono sembrati/-e; è accaduto/-a; sono accaduti/-e; è successo/-a, sono successi/-e; è capitato/-a, sono capitati/-e; è durato/-a, sono durati/-e). Nella maggior parte dei casi si usano alla 3ª persona singolare e plurale e con i pronomi indiretti. 

I compiti per mercoledì 26 marzo sono: l'esercizio 1e 2 a pagina 78 del libro o pagina 71 delle nuove fotocopie. 





Diciottesima lezione, cinque marzo duemilaquattordici

Lessico: la famiglia 
Mio padre e mia madre sono i miei genitori (=mis padres)
Il marito la moglie formano una coppia sposata (=el marido y la mujer forman una pareja casada).
Mio figlio e mia figlia sono i miei figli (=mis hijos)/le mie figlie (femminile)
Mio fratello e mia sorella sono i miei fratelli (=mis hermanos)/ le mie sorelle (femminile)
Mio nonno e mia nonna sono i miei nonni (=mis abuelos)/le mie nonne (femm.)
Mio zio mia zia sono i miei zii (=mis tios)/ le mie zie (femm.)
Mio cugino e mia cugina sono i miei cugini (=mis primos)/ le mie cugine (femm.)
Mio nipote e mia nipote sono i miei nipoti (=mis nietos o mis sobrinos)/le mie nipoti (femm.)
Mio suocero e mia suocera sono i miei suoceri (=mis suegros)
Mio cognato mia cognata sono i miei cognati (=mis cuñados)/le mie cognate (femm.)
Mio genero mia nuora sono i miei generi (=mis yernos).

GRAMMATICA: POSSESSIVI E ARTICOLI CON I NOMI CHE INDICANO PARENTELA (pagina 56 delle fotocopie).
Compiti: esercizi 3 e 6 a pagina 57-58

Diciassettesima lezione, 25 febbraio duemilaquattordici
Compiti: comprensione auditiva
Ascoltate questa intervista a Fernando Alonso, nella prossima lezione vi farò delle domande: 


Sedicesima lezione, diciannove febbraio duemilaquattordici
Comprensione auditiva: ecco il dialogo che abbiamo ascoltato a lezione

-Buonasera, cosa voleva?
- Senta, avevo bisogno di un po' di macinato (=carne picada) per fare il ragù (=salsa boloñesa). Mia moglie ha deciso di fare le lasagne per il pranzo di Natale. Ce l'ha?
- Ma certo, Le serve di manzo o di vitello (=de buey o ternera) ?
- Di manzo.
- Quanto ne vuole?
- Mah, non saprei, mia moglie mi ha detto di chiedere a Lei?
- In quanti siete?
- Siamo una decina.
- Allora ne serve mezzo chilo. Ecco qua, sono esattamente 550 grammi. Le va bene lo stesso?
- Sì, certo, lasci, lasci.
- Poi?
- Volevo degli affettati, un etto e mezzo di pancetta, un etto di prosciutto crudo e un etto di prosciutto cotto.
- Che crudo vuole, Parma o San Daniele?
- Bhe, dipende dai gusti, il San Daniele è più dolce, il Parma invece è più saporito.
- Mi dia il Parma, allora, ma non sarà troppo grasso, vero?
- Ma no, guardi com'è magro.
- Va bene allora.
- Vuole dell'altro? (=alguna cosa más)
- Sì, mi serve anche un pezzo (=un trozo) di formaggio per le lasagne.
- Questo pezzo di fontina, Le va bene?
- Quanto sarà?
- Mah, saranno 3 etti. Ma vediamo subito: sono esattamente 325 grammi.
Sì, sì va bene.
- Altro?
- Volevo anche una fetta di lardo (=una loncha de tocino).
- Purtroppo l'ho finito, ma mi deve arrivare più tardi. Riesce a ripassare?
- Fino a che ora è aperto?
- Fino alle sette e mezza.
- Stasera non riesco a ripassare. Domani mattina a che ora apre?
- Alle 9 e mezza.
- Allora ripasso domani.
- Le faccio il conto. Allora sono in tutto 19 Euro. Ecco a Lei. Grazie e Buon Natale. Mi saluti anche sua moglie.
- Grazie sarà fatto. Auguri anche a Lei e alla Sua famiglia.


Quindicesima lezione, dodici febbraio duemilaquattordici

GRAMMATICA: DI + ARTICOLO DETERMINATIVO CON SIGNIFICATO PARTITIVO
In alcuni casi la preposizione di + l'articolo determinativo indica una quantità non specifica. In questo senso ha una funzione che si chiama partitiva. 
- Al singolare di + l'articolo determinativo si usa principalemte con sostantivi non numerabili

Se vai al supermercato, compra del pane e dello zucchero (=si vas al supermercado, compra pan y azucar). 
Che cosa c'è in frigorifero?
C'è dell'acqua, del vino, della birra, del formaggio, della verdura, della carne, della pasta, dello yogurt, del burro (=mantequilla), del prosciutto....

- Al plurale abbiamo già visto che di + articolo determinativo si usa come articolo indeterminativo plurale: 
Ho comprato dei libri
Quel negozio ha dei vestiti molto belli.


Quattordicesima lezione, 5 febbraio 2014

GRAMMATICA: Verbi riflessivi e reciproci (pagina 59 del libro o delle fotocopie)

LA GIORNATA DI PATRIZIA

La mattina mi sveglio alle 7:00, mi lavo, mi vesto e mi preparo la colazione, il mio gatto si sveglia insieme a me, fa colazione anche lui e poi si addormenta di nuovo. Arrivo al lavoro alle 8:30 e mi siedo davanti al computer, lavoro per un paio d’ore e verso le 10:30 mi alzo per andare a prendere un caffè e scambiare quattro chiacchiere con i miei colleghi. Alle 13:00 vado a pranzo, mi mangio un panino, mi fumo una sigaretta e poi torno al lavoro fino alle 18:00. Ogni tanto passo una serata con gli amici. Io e i miei amici ci incontriamo in un pub in centro, beviamo qualcosa e a volte andiamo al cinema o in discoteca, mi diverto molto insieme a loro. A fine serata io e i miei amici ci salutiamo e io torno a casa e, anche se sono stanca, non mi pento della bella serata passata in compagnia.

I verbi riflessivi sono verbi accompagnati da un pronome riflessivo (mi, ti, si, ci, vi, si) che concorda con il soggetto. Vengono generalmente usati per indicare che l’azione espressa dal verbo riguarda direttamente il soggetto che la esegue.
Esistono tipi diversi di verbi riflessivi che si differenziano a seconda della funzione del pronome.

1- I verbi riflessivi possono essere verbi transitivi (seguiti da un complemento diretto), come per esempio lavare o vestire. Questi verbi possono essere usati sia in maniera transitiva: io lavo una mela; io vesto un bambino; sia in maniera riflessiva: io mi lavo, io mi vesto. In questo caso l’azione espressa dal verbo si riflette direttamente sul soggetto. Qualche esempio: mi cambio, mi pettino, mi diverto, mi addormento, mi sveglio ecc.

2- Alcuni verbi riflessivi possono avere un valore reciproco, per esempio l’espressione: "ci vediamo domani!" indica che domani io vedrò te e tu vedrai me. Alcuni esempi: salutarsi, incontrarsi, abbracciarsi, baciarsi, dividersi, separarsi.

3- Molto spesso può capitare che gli italiani trasformino verbi che non sono riflessivi in verbi riflessivi, per esempio: "mi mangio un panino e mi fumo una sigaretta"; l’uso del pronome in questo caso rende l’informazione che viene data (mangio un panino e fumo una sigaretta) meno distaccata e quindi più personale.

Vediamo ora come si coniugano i verbi riflessivi. Prendiamo come esempio il verbo chiamare nella sua forma riflessiva chiamarsi.


io
mi chiamo
tu
ti chiami
lui – lei si chiama
noi ci chiamiamo
voi
vi chiamate
loro si chiamano
A lezione abbiamo coniugato i verbi: 
Accorgersi (=percaterse)
io mi accorgo
tu ti accorgi 
lui/lei si accorge
noi ci accorgiamo
voi vi accorgete 
loro si accorgono

Rendersi conto (=darse cuenta)
io mi rendo conto
tu ti rendi conto
lui si rende conto
noi ci rendiamo conto
voi vi rendete conto
loro si rendono conto
   
Dimenticarsi (=olvidarse):
io mi dimentico
tu ti timentichi
lui si dimentica
noi ci dimentichiamo
voi vi dimenticate
loro si dimenticano

Preoccuparsi: 
io mi preoccupo 
tu ti preoccupi
lui/lei si preoccupa
noi  ci preoccupiamo
voi vi preoccupate
loro si preoccupano      

Sedersi (=sentarse)
io mi siedo
tu ti siedi
lui si siede
noi ci sediamo
voi vi sedete
loro si siedono

ATTENZIONE!
Per formare l’infinito di un verbo riflessivo si unisce il pronome all’infinito del verbo: lavare – lavarsi; incontrare – incontrarsi.

- Come in spagnolo o in catalano, quando c'è un verbo modale (potere, volere, dovere, sapere, cominiciare a, stare per, finire di, stare + gerundio) più l’infinito di un verbo riflessivo, il pronome può andare prima del verbo o dopo l'infinito:
Esempi:
Devo alzarmi presto  /   Mi devo alzare presto.
Vuoi sederti qui?     /     Ti vuoi sedere qui?
Comincio a truccarmi (=maquillarme)    /    Mi comincio a truccare

Compiti: fare gli esercizi 3, 6 a pagina 61, 62. 


Tredicesima lezione, mercoledì ventinove gennaio duemilaquattordici
GRAMMATICA: L'AGGETTIVO QUALIFICATIVO
  • In italiano l'aggettivo concorda in genere ed in numero con il nome a cui si riferisce.
  • Se i nomi a cui un aggettivo si riferisce sono più di uno, si usa il plurale dell'aggettivo.
  • Se i nomi a cui un aggettivo si riferisce sono più di uno e di genere diverso si usa il maschile plurale.
  • Ci sono tre tipi di aggettivi che si distinguono per le terminazioni e si declinano esattamente come i nomi:
 Aggettivi con 4 terminazioni:



Singolare Plurale
Femminile Bella
buona
brava
Belle
buone
brave
Maschile Bello
buono
bravo
Belli
buoni
bravi
Esempi: 
Femminile singolare: la mia amica italiana è bella, buona e brava
Femminile plurale: le mie amiche italiane sono belle, buone e brave
Maschile singolare: il mio amico italiano è bello, buono, e bravo
Maschile plurale: i miei amici italiani sono belli, buoni e bravi

Aggettivi con 2 terminazioni:



Singolare Plurale
Femminile Intelligente
affascinante   
Intelligenti
affascinanti  
Maschile Intelligente
affascinante
Intelligenti
affascinanti
Esempi:
Femminile singolare: la mia amica italiana è intelligente e affascinante
Femminile plurale: le mie amiche italiane sono intelligenti e affascinanti
Maschile singolare: il mio amico italiano è intelligente e affascinante
Maschile plurale: i miei amici italiani sono intelligenti e affascinanti

 Aggettivi con 3 terminazioni:


Singolare
Plurale
Femminile e Maschile
Maschile
Femminile
Egoista Egoisti Egoiste
Pessimista Pessimisti Pessimiste
Cosmopolita Cosmopoliti cosmopolite
Esempi:
Femminile singolare: la mia vicina di casa è egoista
Femminile plurale: le mie vicine di casa sono egoiste
Maschile singolare: il mio vicino di casa è maschilista (=machista)
Maschile plurale: i miei vicini di casa sono maschilisti 

Aggettivi visti a lezione, descrivendo a Michele Obama
Bassa (=bajo) Alta
Magra (=delgada) snella (=esbelta) Grassa (=gorda)
Bionda (=rubia) Bruna/mora (=morena) / castana (=castaño)
Sana Malata
Forte Debole
Introversa (=intorvertida) Estroversa (=extrovertido)
Amabile, simpatica Antipatica, scortese
Attiva Pigra (=perezosa)
Famosa Anonima
Intraprendente (=emprendedora) Passiva
Ricca Povera
Umile Boriosa, vanitosa (=presumido)

Compiti: scrivere un tema sulla propria personalità (pregi, difetti, hobby), come nell'esempio:

Non sono molto alta, ma nemmeno (=pero ni siquiera) bassa. Sono di statura media. Ho i capelli brizzolati (=canoso), lisci e lunghi (=lisos y largos(. Non sono grassa, né (=ni) magra, diciamo che sono robusta. Ho gli occhi marroni, un naso lungo e un po' aquilino (=aguileño), e la mia bocca non è carnosa. Com'è il mio carattere? Sono una persona molto curiosa, socievole, ottimista e appassionata. Non sono di certo una persona tranquilla, anzi (=al contrario), sono una persona attiva e dinamica. Amo nuotare e mi piace cucinare. I miei difetti? Sono paurosa, nervosa e mi fido troppo degli altri (=confio demasiado en los otros)


Dodicesima lezione, mercoledì ventidue gennaio duemilaquattordici

Lessico: i negozi (=las tiendas) e i negozianti 


I negozi I negozianti
La farmacia Il / la farmacista
La panetteria Il panettiere /la panettiera
La macelleria Il macellaio / la macellaia
La tabaccheria (=el estanco) Il tabaccaio / la tabaccaia
La pasticceria Il pasticcere / la pasticcera
La cartoleria (=la papeleria) Il cartolaio / la cartolaia
L'edicola (=el quiosco)

Il negozio di abbigliamento (=tienda de ropa)

Il negozio di scarpe (=zapateria)



Il fruttivendolo / la fruttivendola


Il pescivendolo/ la pescivendola
La ferramenta (=ferreteria)

La salumeria(=cansaladeria) Il salumiere / la salumiera

Se devo comprare dei pasticcini, vado in pasticceria
Se devo comprare delle foccacce, vado in panetteria
Se devo comprare la carne, vado dal macellaio /dalla macellaia
Se devo compare della frutta, vado dal fruttivendolo / dalla fruttivendola

Regola grammaticale:
in + negozio (in pasticceria)
da + (+articolo) negoziante (dal pasticcere / dalla pasticcera).

Lessico: servizi pubblici
Il comune (=el ayuntamento)
L'uffcio postale (=correo)
La banca
La questura (=la comisaria)
L'ospedale (=el hospital)
Il pronto soccorso (=urgencias)

Compiti: descrivere la pianta della propria casa.

Undicesima lezione, quindici gennaio duemilaquattordici

GRAMMATICA: Espressioni di luogo
vicino a (= cerca de)lontano da (= lejos de)
accanto a / di fianco a (=a lado de)
intorno a (=alrededor de)
dietro a (=detrás de) Davanti a (=delante de) / di fronte a (=en frente de)
Sotto (=debajo de) Sopra / su+articolo determinativo (=encima de) 
Dentro (=dentro de) Fuori da/fuori di (=fuera de)
Tra/fra (=entre)
in fondo a (= en el fondo de)
in mezzo a (=en el medio de)
nell'angolo (= en la esquina)
a sinistra di (=a la izquierda de) a destra di (=a la derecha de)

Preposizioni articolate (preposizione semplice + articolo determinativo)
a+la = alla          di+ la = della                        su+la = sulla
a+le = alle          di+le = delle                         su+le = sulle
a+il = al              di+il = del                            su+il = sul
a+i = ai               di +i = dei                            su+i = sui
a+lo = allo         di+lo = dello                        su+lo = sullo
a+gli = agli        di+gli = degli                       su+gli = sugli
a+l' = all'           di+ l'= dell'                          su+l'= sull'

Esempi: 
In mezzo alla stanza (= el habitación), vicino alla finestra, c'è un divano (=un sofá).
Davanti al divano c'è uno scaffale (=la estantería).
Sopra lo scaffale c'è uno specchio (=el espejo).
Accanto allo specchio c'è un quadro.
Tra il divano e lo scaffale c'è un tavolino (=la mesita). 
Il bar è davanti alla farmacia.
L'ufficio informazioni è in fondo alla piazza.
Il tabaccaio (= el estanco) è accanto al macellaio (=la carniceria).
L'ufficio postale (=correo) è di fronte alla chiesa (=la iglesia)
La fermata dell'autobus è dietro all'edicola (= el quiosco)

COMPITI:
Esercizio nº 5 sugli aggettivi possessivi a pagina 55.
A memoria imparare due verbi irregolari. 

Decima lezione, diciotto dicembre 2013

GRAMMATICA. AGGETTIVI POSSESSIVI
PersonaMaschile singolareFemminile singolareMaschile pluraleFemminile plurale
iomiomiamieimie
tutuotuatuoitue
lui – lei-Leisuosuasuoisue
noinostronostranostrinostre
voivostrovostravostrivostre
loroloroloroloroloro
Come tutti gli aggettivi anche quelli possessivi concordano nel genere (maschile e femminile) e nel numero (plurale e singolare) del nome a cui si riferiscono.
Solo alla terza persona plurale l’aggettivo non cambia (loro).
Qualche esempio:
Maschile singolare: Il mio libro.
Maschile plurale: I miei libri
Femminile singolare: La mia casa
Femminile plurale: Le mie case
Gli aggettivi possessivi nel libro o nelle fotocopie sono a pagina 53. In classe abbiamo già fatto gli esercizi 1 e 2. Per compiti: esercizi 3, 4 e 5 a pagina 54 e 55.

Nona lezione, undici dicembre 2013
GRAMMATICA:
Verbi modali e verbo sapere

Ottava lezione, 4 dicembre 2013
GRAMMATICA: presente indicativo dei verbi irregolari


Settima lezione, ventisette novembre duemilatredici

Come si dice in italiano "me gusta / me gustan"?
Si dice "mi piace / mi piacciono".

GRAMMATICA: il pronome indiretto + il verbo 'piacere' (=gustar)
mi (a me) piace/piacciono
ti (a te) piace/ piacciono
gli (a lui) piace/ piacciono
le (a lei) piace / piacciono
Le (a Lei) piace /piacciono
ci (a noi) piace/piacciono
vi (a voi) piace/piacciono
gli (a loro) piace/ piacciono

Attenzione! 
Non è corretto dire 'a me mi piace il gelato'. Si dice: 'mi piace il gelato' o 'a me piace il gelato'.

Qualche esempio: 
Ti piace Barcellona? A me piace di più Parigi.
Ti piacciono di più gli spaghetti con le vongole (=almejas) o con le cozze (=mejillones)? a me non piacciono gli spaghetti, preferisco le linguine (=tallarines).
Vi piace imparare italiano? Sì, ci piace moltissimo.

GRAMMATICA:
Indicativo presente dei verbi regolari della prima, seconda e terza coniugazione.
-
1ª:
CANTARE
2ª 
VEDERE
3
SENTIRE
3ª (con incremento):
PREFERIRE
io canto vedo sento  preferisco
tu canti vedi senti preferisci
lui, lei, Lei canta vede sente preferisce
noi cantiamo vediamo sentiamo preferiamo
voi cantate vedete sentite preferite
loro cantano vedono sentono preferiscono

Compiti: coniugare al presente indicativo i verbi seguenti:
Della prima coniugazione, aspettare (=esperar a alguien o algo), sperare (=esperar/desear), cominciare (=empezar)
Della seconda coniugazione: prendere (=coger, tomar), perdere, mettere (=Poner).
Della terza coniugazione: aprire (=abrir); con incremento, pulire (=limpiar), condire (=condimentar)
Sesta lezione, venti novembre duemilatredici

GRAMMATICA: ARTICOLO INDETERMINATIVO

Femminile Singolare Plurale
Davanti a consonante Una donna
una ragazza
Delle donne
Delle ragazze
Davanti a vocale Un'amica
un'isola
Delle amiche
delle isole


Maschile Singolare Plurale
Davanti a consonante Un ragazzo
un bambino
Dei ragazzi
dei bambini
Davanti a vocale Un amico
un uomo
Degli amici
degli uomini
Davanti a s+consonante Uno studente
uno strumento
Degli studenti
degli strumenti
Davanti a z Uno zaino Degli zaini
Davanti a ps Uno psicologo Degli psicologi
Davanti a y Uno yogurt Degli yogurt
Davanti a gn Uno gnocco Degli gnocchi
Davanti a x Uno xilofono Degli xilofoni


Compiti:
Scrivere un breve indovinello come nell'esempio:
È spagnola, è un'attrice molto famosa anche se non è un'attrice molto brava. Vive tra la Spagna e gli Stati Uniti ed è sposata con un attore molto bravo. Tutti e due hanno vinto un Oscar come attori non protagonisti. Chi è?

Quinta lezione, sei novembre duemilatredici
GRAMMATICA: GLI ARTICOLI DETERMINATIVI

Femminile Singolare Plurale
Davanti a consonante La donna
la ragazza
Le donne
le ragazze
Davanti a vocale L'amica
l'isola
Le amiche
le isole


Maschile Singolare Plurale
Davanti a consonante il ragazzo
il bambino
i ragazzi
i bambini
Davanti a vocale l'amico
l' uomo
gli amici
gli uomini
Davanti a s+consonante lo studente
lo strumento
gli studenti
gli strumenti
Davanti a z lo zaino gli zaini
Davanti a ps lo psicologo gli psicologi
Davanti a y lo yogurt gli yogurt
Davanti a gn lo gnocco gli gnocchi
Davanti a x lo xilofono gli xilofoni

 Domande e risposte: 
- Qual è il tuo indirizzo?
- Via Mazzini numero cinquantaquattro, codice postale 23645
-Corso (=avenida) Matteotti
-Piazza Cavour
-Vicolo (=pasaje) dello Scandolo

Abbiamo fatto gli esercizi 1, 2 3, 4 e 5 a pagina 13 delle fotocopie



Quarta lezione, trenta ottobre duemilatredici

LESSICO:
I giorni della settimana
il lunedì, il martedì, il mercoledì, il giovedì, il venerdì, il sabato, la domenica e il fine settimana / il weekend

Le quattro stagioni e i mesi dell'anno:
- L'inverno e i mesi invernali: dicembre, gennaio, febbraio.
- La primavera e i mesi primaverili: marzo, aprile, maggio.
- L'estate e i mesi estivi: giugno, luglio, agosto.
- L'autunno e i mesi autunnali: settembre, ottobre, novembre. 

I NUMERI



 1  uno / una  11  undici  21  ventuno
 2  due  12  dodici  22  ventidue
 3  tre  13  tredici  23  ventitré
 4  quattro  14  quattordici  24  ventiquattro
 5  cinque  15  quindici  25  venticinque
 6  sei  16  sedici  26  ventisei
 7  sette  17  diciassette  27  ventisette
 8  otto  18  diciotto  28  ventotto
 9  nove  19  diciannove  29  ventinove
 10  dieci  20  venti  30  trenta



Numeri da 40 in su
 40  quaranta  500  cinquecento
 50  cinquanta  600  seicento
 60  sessanta  700  settecento
 70  settanta  800  ottocento
 80  ottanta  900  novecento
 90  novanta  1.000  mille
 100  cento  1.500  millecinquecento
 200  duecento  2.000  duemila/tremila...
 300  trecento  10.000  diecimila
 400  quattrocento  1.000.000  un milione

Uno ha le stesse forme dell'articolo indeterminativo, per cui cambia a seconda del genere e della lettera iniziale del nome che precede:
In questa stanza ci sono un professore, uno studente, una casalinga e un'attrice

I multipli di 10, da 20 a 90, perdono la vocale finale davanti a uno e otto, mentre acquistano un accento sull'ultima sillaba quando sono uniti a tre:

21 = ventuno, 28 = ventotto, 31 = trentuno , 38 = trentotto, etc.
23 = ventitré, 33 = trentatré, 43 = quarantatré , etc.

I numeri fino a 1000 sono scritti come un'unica parola. 
754 = settecentocinquantaquattro
1.054 = millecinquantaquattro
24 luglio 1997 = ventiquattro luglio millenovecentonovantasette
184.678 euro = centottantaquattromilaseicentosettantotto euro

Milione e miliardo (billion) hanno il plurale (milioni / miliardi) e non sono scritti come un'unica parola:

4.008.000.000 = quattro miliardi e otto milioni


Domande e risposte:
-Lucia, quando sei nata? Sono nata il nove dicembre millenovecentosettantuno, alle sei di pomeriggio.
- Marco, quando sei nato? Sono nato il 15 giugno millenovecentottantatré, alle sei di mattina.
- Qual è il tuo numero di telefonino? seicentoventicinque, novecentodiciannove,  duecentodiciassette

Euro e Centesimi: è economico (=es barato), è caro
Quanto costa a Barcellona l'affitto di un appartamento (= el alquiler de un piso)? Dipende dal quartiere. Nel quartiere di Poblenou, un appartamento di settanta metri quadri costa circa settecentocinquanta euro.
Quanto costa un giornale (=un periódico)? un euro e cinquanta centesimi
Quanto costa un biglietto della metropolitana? il costo del biglietto ordinario è di due euro (carissimo!!!), mentre il costo del carnet dieci viaggi è di nove euro e ottanta centesimi.

COMPITI: esercizi 5 e 6 a pagina 22 e 23 delle fotocopie

Terza lezione, ventitré ottobre duemilatredici

GRAMMATICA: nella mia camera da letto c'è un letto matrimoniale e ci sono molti libri.

c'è / ci sono (= hay  // está - están)

c'è si usa quando il soggetto è singolare:

A Barcellona c'è la Sagrada Familia (hay)
A Londra c'è la nebbia (la niebla) (hay)
A casa c'è mio fratello  (está)

ci sono si usa quando il soggetto è plurale:

A Parigi ci sono molti ristoranti (hay)
A Roma ci sono molti musei. (hay)
A casa ci sono i miei fratelli. (están)

Nelle fotocopie abbiamo fatto gli esercizi sul verbo essere e avere:  il numero 2, 3 e 4 a pagina 21-22.

GRAMMATICA:
L'espressione italiana 'avere voglia di...'(tener gana de..):
io ho voglia di una birra
tu hai voglia di vedere un film
lui/lei non ha voglia di lavorare
noi abbiamo voglia di cantare
voi avete voglia di studiare italiano
loro hanno voglia di una pizza

COMPITI: esercizio numero 5 a pagina 22 delle fotocopie.

Infine, abbiamo cantato la canzone di Nina Zilli 'Cinquantamila lacrime':
Cinquantamila lacrime non basteranno perché
musica triste sei tu dentro di me.
Cinquantamila pagine gettate al vento perché
eterno è il ricordo, il mio volto per te.
Non ritornare, no tu non ti voltare, non vorrei mi vedessi cadere.

A me piace così, che se sbaglio è lo stesso, perché questo dolore è amore per te.
Cinquantamila lacrime senza sapere perché
sono un ricordo lontano da te.

Cinquantamila lacrime non basteranno perché
musica triste sei tu dentro di me.
Non mi guardare, non lo senti il dolore, brucia come un taglio nel sale.

A me piace così, che se sbaglio è lo stesso, perché questo dolore è amore per te.
A me piace così, e non chiedo il permesso, perché questo dolore è amore per te

Seconda lezione, sedici ottobre duemilatredici

LESSICO:
Domande e risposte:
- Ciao Lucia, come stai?
- Bene, grazie, e tu?
- Non c'è male, grazie.

- Ciao Paolo, come va?
- Così così e tu?
- Tutto a posto/tutto o.k.


 - Ciao Luisa, come stai?
- Male, malissimo!!


Domande facili facili con il verbo essere e il verbo avere: 
 Essere+aggettivo che indica uno stato d'animo
Sei felice? No, non lo sono
Sei contenta/-o? Sì, soprattutto sono contenta quando vado a nuotare.
Sei arrabbiata/-o (=enfada)? Sí, sono arrabbiatissima con il mio vicino di casa 
Sei stanca/-o (=cansada/-o)? Sí, sono stanca morta
Sei innamorata/-o? No, non lo sono
Sei stressata? siamo tutti un po' stressati
 Avere+sostantivo
Hai sete? (sed) Si, sono assetata (=sedienta)
Hai fame? (=habre) Sí, sono affamata (=hambrienta)
Hai sonno? (=sueño) Sí, sono stanchissima
Hai un lavoro? (=trabajo) No, sono disoccupato (=estoy en el paro)
Hai figli? No, non ho figli
Hai una macchina? No, ho una bicicletta
Hai tempo libero? Sí, il fine settimana
Hai fretta? (=prisa) No, non ho fretta
Hai un cane/una cagna? (=perro/-a) No, ho una tartaruga
Hai un gatto/-a? No, ho un coniglio

Lessico: domande e risposte per chiedere (=pedir) l'ora
- Che ore sono?  
- Che ora è?      
                             Sono le sette e mezza
                             Sono le tre e cinque
                             Sono le quattro e un quarto
                             Sono le sette meno venti
                             Sono le otto meno un quarto
                             Sono le sette e tre quarti
                             È mezzogiorno
                             È l'una
                             È mezzanotte
- A che ora ti svegli? Mi sveglio alle sei e mezza.                
- A che ora fai colazione (=desyunas)? faccio colazione alle nove.
- A che ora fai pranzo? faccio pranzo all'una e mezza.
- A che ora fai cena? faccio cena alle nove
- A che ora vai a dormire? vado a dormire a mezzanotte

 I numeri da uno a trenta
1  uno / una  11  undici  21  ventuno
 2  due  12  dodici  22  ventidue
 3  tre  13  tredici  23  ventitré
 4  quattro  14  quattordici  24  ventiquattro
 5  cinque  15  quindici  25  venticinque
 6  sei  16  sedici  26  ventisei
 7  sette  17  diciassette  27  ventisette
 8  otto  18  diciotto  28  ventotto
 9  nove  19  diciannove  29  ventinove
 10  dieci  20  venti  30  trenta



Grammatica: I SOSTANTIVI



Singolare Plurale
Maschile: nomi in -o il ragazzo i ragazzi


il bambino i bambini


il libro i libri
Femminile: nomi in -a la ragazza le ragazze


la bambina le bambine


la donna le donne

-->


Singolare Plurale
Maschile: nomi in -e il cameriere i camerieri


il ristorante i ristoranti


il fiore i fiori
Femminile: nomi in -e la madre le madri


l'attrice le attrici


l'opinione le opinioni
   
 Per compiti (=deberes): fare l'esercizio 5 a pagina 8 delle fotocopie.

 
E per finire, ecco qui (=he aquí) una canzone facile facile di Lorenzo Jovanotti, per ripassare i pronomi interrogativi 
 

Che stai facendo? Lavoro.
Che cosa cerchi? L'oro.
Hai uno scopo? Credo.
Dove ti trovi? In Italia.
E come vivi? Suono.
Di dove sei? Toscano.
Qual è il tuo aspetto? Meno sereno di un tempo, ma non per questo stanco.
A cosa pensi? Al deserto.
Qual è il tuo impegno? Immenso.
Ed il tuo tempo? Denso.
Che risultati hai? Alti e bassi.
Che risultati hai? Alti e bassi.
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è
e che mi piace
tanto tanto tanto tanto tanto
Tanto tanto tanto tanto tanto
Tanto tanto tanto tanto tanto
Tanto tanto tanto tanto tanto

Come va il mondo? Male.
Come va il mondo? Bene.
Come va il mondo? Male.
Come va il mondo? Bene.
Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è
e che mi piace tanto tanto tanto tanto tanto
Tanto tanto tanto tanto tanto
Tanto tanto tanto tanto tanto
Tanto tanto tanto tanto tanto

Che cosa fai? Vivo.
Quando sei in forma? Scrivo.
Innamorato? Credo.
E lei ti ama? A suo modo.
Come va il mondo? Male.
Come va il mondo? Bene.
Che dice il cielo? Tuona.
E la chitarra...suona!!!
Sei felice? A volte.
Hai distrazioni? Molte.
E la salute? Buona.
E la chitarra...suona!!!

Cosa ti piace? Viaggiare.
Tra il dire e il fare? Il mare.
Cosa ti piace? Viaggiare.
 Tra il dire e il fare? Il mare.
Cosa ti piace? Viaggiare.
Tra il dire e il fare? Il mare.
Cosa ti piace? Viaggiare.
Tra il dire e il fare? Il mare

Rido di me, di te, di tutto ciò che di mortale c'è
 e che mi piace tanto tanto tanto tanto tanto
Tanto tanto tanto tanto tanto
Tanto tanto tanto tanto tanto
Tanto tanto tanto tanto tanto

sei felice? quanto quanto quanto? tanto tanto tanto tanto..
qual è il tuo impegno? quanto quanto quanto? tanto tanto tanto tanto..
innamorato? quanto quanto quanto? tanto tanto tanto tanto..
come va il mondo? quanto quanto quanto tanto tanto tanto tanto..
e tu come stai?





Prima lezione d'italiano: nove ottobre duemilatredici

Salve (saluto formale)/ Ciao (saluto informale)
Mi chiamo Lucia Patarca
Sono italiana,  di Recanati, nelle (=en las) Marche.
Abito a Barcellona, nel quartiere (=barrio) di Poblenou.
Sono insegnante d’italiano e di cucina italiana.
Ho 41 (quarantuno) anni.
Ho una figlia di 5 anni.
 Mi piace molto (=me gusta mucho) nuotare (=nadar), cucinare (=cocinar), vedere film (=ver películas) e stare con gli amici (=los amigos). Non mi piace per niente (=no me gusta nada) stirare (=planchar) e lavare i piatti (=limpiar los platos)

Perché vuoi imparare l'italiano?
Per amore
Per studio
Per la famiglia
Per gli amici
Perché mi piace la lingua
Perché vado in Italia il prossimo anno o i prossimi mesi. 

PAROLE IMPORTANTI da ricordare:
Anche (=también)
Anch’io (=yo también)
Neanch'io (=yo tampoco)
Anche se (=aunque)
Insieme (=juntos)
In coppia (=en pareja)
Lo stesso (=lo mismo)
E (=y)
Ma/però (=pero)
Adesso /Ora (=ahora)
O/Oppure (=O)
Allora/Quindi (=entonces, pues)
Dopo (=después)
Prima (=antes)
Ancora (=todavía)
Poi (= luego)

Domande e risposte (=preguntas y respuestas)

Pronomi interrogativi:
Come ti chiami? Lucia / Mi chiamo Lucia
Di dove sei ? Sono italiana, di Recanati, nelle Marche.
Dove abiti adesso? A Barcellona, nel quartiere di Poblenou
Che lavoro fai? Sono insegnante d’italiano e di cucina italiana
Quanti anni hai? Ho 40 (quaranta) anni
Perché sei in Spagna? Per lavoro e per amore
Qual è il tuo numero di telefonino? 656789222
Qual è la tua email? pataluci@(=chiocciola)gmail.(=punto) com

Verbo essere (ser/estar)            Verbo avere (tener)
   io sono                                           io ho
   tu sei                                              tu hai
  lui (=él) è                                       lui ha
  lei (=ella) è                                     lei ha
  Lei (=usted) è                                 Lei ha
  noi siamo                                      noi abbiamo
  voi siete                                         voi avete
  loro sono                                        loro hanno



Infine abbiamo cantato la canzone Volare di Domenico Modugno

Penso che un sogno così non ritorni mai più
mi dipingevo le mani e la faccia di blu
poi d'improvviso venivo dal vento rapito
e incominciavo a volare nel cielo infinito
Volare oh, oh,
cantare oh, oh
nel blu dipinto di blu,
felice di stare lassù
e volavo, volavo felice più in alto del sole ed ancora più su
mentre il mondo pian' piano spariva lontano laggiù
una musica dolce suonava soltanto per me
Volare oh, oh,
cantare oh, oh
nel blu dipinto di blu,
felice di stare lassù
ma tutti i sogni nell'alba svaniscon' perché
quando tramonta la luna li porta con sé
ma io continuo a sognare negli occhi tuoi belli
che sono blu come un cielo trapunto di stelle
Volare oh, oh,
cantare oh, oh
nel blu degli occhi tuoi blu,
felice di stare quaggiù
e continuo a volare felice più in alto del sole ed ancora più su
mentre il mondo pian piano scompare negli occhi tuoi blu
la tua voce è una musica dolce che suona per me
Volare oh, oh,
cantare oh, oh |
nel blu degli occhi tuoi blu,
 felice di stare quaggiù  - con te



Letture facili in italiano:

C.M. Naddeo: Mafia, amore& polizia, Alma Ediz.
- G. Ducci: Pasta per due, Alma Ediz.
- A. De Giuli: Dolomiti (italiano facile), Alma Ediz.
-- DE GIULI/NADDEO: Modelle, pistole e mozzarelle, Alma Ed.
- CAMPANINI, F.: L’ultimo Caravaggio,
- GINZBURG, N.: La strada che va in città, Einaudi.


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