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mercoledì 23 dicembre 2015

BUON NATALE A TUTTE E A TUTTI

Spero che a Natale sopravviviate ai convenevoli (= a los cumplidos), ai cenoni e ai pranzi, ai regali, ai brindisi e ai torroni, ai parenti e agli amici, alla gastrite e al reflusso...
Spero che sopravviviate ai canti di Natale e ai 'peces en el río, fum, fum, fum y el Portal de Belén', alle pubblicità dei profumi, degli spumanti, dei prosciutti e dei cioccolatini;  a Babbo Natale, al Caga Tio, ai Re Magi e alla Befana, all'ingovernabilità del paese...e al discorso del Re!


A Natale puoi...
cantata da Roberta Bonanno

 A Natale puoi (en Navidad puedes)
fare quello che non puoi fare mai: (hacer lo que no puedes hacer nunca)
riprendere a giocare, (volver a jugar de nuevo)
riprendere a sognare, (volver a soñar de nuevo)
riprendere quel tempo (volver a ese periodo)
che rincorrevi tanto. (que perseguías tanto)

È Natale e a Natale si può fare di più, (es Navidad y en Navidad se puede hacer más)
è Natale e a Natale si può amare di più, (es Navidad y en Navidad se puede querer más)
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi: (es Navidad y en Navidad se puede hacer más por nosotros)
a Natale puoi. (en Navidad puedes)

A Natale puoi (en Navidad puedes)
dire ciò che non riesci a dire mai: (decir lo que no consigues decir nunca)
che bello è stare insieme, (qué hermoso es estar juntos)
che sembra di volare, (que parece estar volando)
che voglia di gridare  (qué ganas de gritar)
quanto ti voglio bene. (cuánto te quiero)

È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
È Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.

Luce blu, (luz azul)
c'è qualcosa dentro l'anima che brilla di più: (hay algo dentro del alma que brilla más)
è la voglia che hai d'amore, (es la gana que tienes de querer)
che non c'è solo a Natale, (que no está sólo en Navidad)
che ogni giorno crescerà, (que cada día crecerá)
se lo vuoi. (si quieres)

A Natale puoi.

È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e da Natale puoi fidarti di più.

A Natale puoi (en Navidad puedes)
puoi fidarti di più. (puedes confiar más)

A Natale puoi.

venerdì 4 dicembre 2015

ESPRESSIONI DI TEMPO

 1) QUANDO: 

- Adesso / ora / in questo momento (=ahora / en este momento)
  Adesso /ora non ho tempo (=ahora no tengo tiempo)

- I giorni della settimana (=los días de la semana): il lunedì, il martedì, il mercoledì, il giovedì, il venerdì, il sabato, la domenica e il fine settimana / il weekend

- CHE GIORNO È OGGI? (¿qué día es hoy?)

OGGI  (=hoy) è martedì
DOMANI (=mañana) è mercoledì
DOPO DOMANI (=pasado mañana) è giovedì
IERI (=ayer) era lunedì
L'ALTRO IERI (=anteayer) era domenica

- Le parti della giornata (= partes del día): la mattina (=la mañana), il pomeriggio (=la tarde), la sera (=la noche), la notte (=la noche)
Con le parti della giornata usiamo la preposizione di o l'articolo determinativo:
- di mattina / la mattina faccio colazione presto (=por la mañana desayuno temprano)
- di pomeriggio / il pomeriggio faccio il pisolino (=por la tarde hago la siesta)
- di sera / la sera vado in palestra (por la noche voy al gimnasio)
- di notte / la notte dormo (=por la noche duermo)

 - Il lunedì sera vado a lezione di italiano (=el lunes por la noche voy a clase de italiano).
- Quando andrai da tua madre? venerdì mattina (=¿Cuándo irás a casa de tu madre? viernes por la mañana).

- Quando è venuto Mario? la settimana scorsa (=¿Cuándo ha venido Marcos? La
 semana pasada).
 - Sono andata al cinema martedì scorso (=he ido al cine el martes pasado)
 -  L'anno scorso sono andata in Italia (=el año pasado fui a Italia).
 - Vado al mare domenica prossima (= voy a la playa el domingo que viene).
 - La settimana prossima vado in vacanza (= la semana próxima voy de vacaciones).
 - L'altro giorno ho incontrato Paolo al supermercato (=el otro día encotré a Pablo en el supermercado)

- Le stagioni (=las estaciones): la primavera, l'estate (=el verano), l'autunno (=el otoño), l'inverno (=el invierno)

Con le stagioni usiamo la preposizione in o di:
In estate /d'estate vado al mare (=en verano voy a la playa)
In inverno / d'inverno vado in montagna (= en invierno voy a la montaña)
In primavera ho l'allergia (=en primavera tengo alergia)
In autunno /d'autunno vado a cercare funghi (= en otoño voy a buscar setas).

 
2) QUANTO TEMPO FA (=cuánto tiempo hace)
   - Ho comprato questo libro quindici giorni fa (=he comprado este libro hace quince días).
  - Maurizio è arrivato due ore fa (=Mauricio ha llegado hace dos horas).
  - Ho iniziato a studiare italiano un mese fa (= he empezado a estudiar italiano hace un mes).
 - Poco fa ho parlato con Maria (=hace poco he hablado con Maria)

3) TRA  QUANTO TEMPO (=dentro de cuánto tiempo)
  - Uscirò tra dieci minuti (=saldré dentro de 10 minutos).
  - Te lo dirò tra due giorni (=te lo diré dentro de dos días).

4) IN QUANTO TEMPO (= en cuánto tiempo)
 - Finiró questo lavoro entro tre giorni (=terminaré este trabajo en tres días).

5) OGNI QUANTO TEMPO (=cada cuánto tiempo)
- Vado al cinema ogni settimana (=voy al cine cada semana).
-Mio padre mi regala un libro ogni mese (=mi padre me regala un libro cada mes).


6) AVVERBI DI FREQUENZA
Sempre (=siempre) /sempre meno (=cada vez menos) / sempre più (=cada vez más) / sempre meglio (=cada vez mejor) / sempre peggio (=cada vez peor)
- Lucia si alza sempre tardi (=Lucia se levanta siempre tarde)
- La vita è sempre meno facile (=la vida es cada vez menos fácil)
- La città sta diventando sempre più grossa (=la ciudad se está haciendo siempre más grande) 
- La tua saluta va sempre meglio (=tu salud va cada vez mejor)
- L'economia va sempre peggio (=la economia va cada vez peor)
 

Di solito / normalmente
Spesso (= a menudo)
Qualche volta (= alguna vez) / A volte (= a veces) / ogni tanto (=de vez en cuando)
Raramente/ quasi mai (=casi nunca)
Mai (=nunca)

- Di solito gli italiani prendono il caffè dopo mangiato (=normalmente los italiano toman café después de la comida).
- il lunedì spesso vado da mio padre (=el lunes voy a menudo a casa de mi padre)
- il mercoledì qualche volta ceno con un'amica (=alguna vez el miercoles ceno con una amiga)
- a volte faccio colazione al bar (=a vece desayuno en el bar).

- Per andare a lavoro prendo sempre la metro.(=Para ir al trabajo siempre voy en metro)
- Vai qualche volta a teatro? Mai (=¿vas alguna vez al teatro? Nunca)

- Non vado mai in discoteca (=no voy nunca a la disco).

Alla fine (=al finale)
- Hai già deciso che cosa fai questa estate? (=¿has decidido ya  lo que haces este verano?)
  Alla fine ho deciso di rimanere a casa (=al final he decidido quedarme en casa)

Infine (=al fin)
- Lavorò, studiò e infine si è sistemato. (=trabajó, estudió y al fin se ha colocado)

Finalmente (=por fin)
- Ti hanno pagato? Sì, finalmente mi hanno pagato (=¿Te han pagado? Sí, por fin me han pagado)

Intanto (=entre tanto)
- Tu lavora, io intanto preparo la cena (=tú trabajas, entre tanto yo preparo la cena)

Ancora (=todavía, aún)
- Non sappiamo ancora niente (=Todavía/aún no sabemos nada)

Finora (=hasta ahora)
- Finora non è arrivato nessuno (=hasta ahora no ha llegado nadie)

Tuttora (=todavía ahora)
- L'anno scorso mi sono rotta una gamba e tuttora mi fa male (=el año pasado me rompí una pierna y me duelo todavía ahora).

Appena 
- È venuto Paolo? Sì, è appena arrivato (=¿ha venido Paolo? Sí, acaba de llegar).
- Sono appena uscita di casa. (=acabo de salir de casa).
- Ho appena iniziato a mangiare (=acabo de empezar a comer)

Ormai (=ahora ya)
- Ormai non si può fare più niente (=ahora ya no se puede hacer nada más)
- Ormai, tutto è finito (=ahora ya todo se ha acabado)

Già (=ya)
- I compiti li ho già fatti (=los deberes ya los he hecho)
- Già non ci sono le mele (=ya no están las manzanas)
Però
-  las novelas policíacas ya no me gustan = i gialli non mi piacciono più 
- ya no te espero = non ti aspetto più
- ya no puedo maś = non ce la faccio più

7) QUANTO TEMPO PRIMA O DOPO (=cuánto tiempo ante o después)
- Sono venuta alle tre e Anna è arrivata due ore prima (=he venido a las tres y Ana ha llegado dos horas antes).
- Dopo tre mesi di italiano ho imparato molte cose (=después de tres meses de italiano he aprendido muchas cosas).

8) DA QUANTO TEMPO (=desde hace cuánto)
- Aspetto l'autobus da dieci minuti (= espero el autobús desde hace diez minutos).
- Vivo a Barcellona da diciotto anni (=vivo en Barcelona desde hace 18 años).
- È da molto tempo che non ci sentiamo (=hace mucho tiempo que no nos vemos).

9) INIZIO E FINE DI UN PROCESSO (=comienzo y fin de un proceso): 
    da....a... / da...fino a...(=desde...a../ desde...hasta...).
- Questa faccenda dura dall'anno scorso (=este asunto dura desde el año pasado)
- Mi sono annoiata fin dall'inizio del  film (=me he aburrido desde el mismo comienzo de la película).
- Ti ho aspettato fino alle tre (=te he esperado hasta las tres)
- Lavoro dalle nove fino alle quattro e mezza / lavoro dalle nove alle quattro e mezza (=trabajo de las 9 hasta las 4.30).

10) IL GIORNO, IL MESE, L'ANNO (=el día, el mes, el año)

   i mesi dell'anno:
- i mesi invernali: dicembre, gennaio, febbraio.
- i mesi primaverili: marzo, aprile, maggio.
- i mesi estivi: giugno, luglio, agosto.
- i mesi autunnali: settembre, ottobre, novembre. 

a) Il tempo passato: 
 - Quando sei nato/ sei nata? (=¿Cuándo naciste?)
   Sono nata il nove dicembre 1971 (millenovecentosettantuno)
   - Ieri era il 3 dicembre 2015 (duemilaquindici) (=ayer fue el 3 de diciembre de 2015)

b) il tempo presente: 
- Oggi è il 4 dicembre 2015

c) Il tempo futuro: 
Domani sarà il 5 dicembre 2015

11) L'ORA (=la hora)
Che ore sono?
 Che ora è?    
                             Sono le tre
                             Sono le cinque (in punto, precise)
                             Sono le cinque e dieci
                             Sono le cinque e un quarto
                             Sono le cinque e mezza
                             Sono le cinque e tre quarti
                             Sono le sei meno un quarto
                             Sono le sei meno dieci
                             Mancano cinque minuti all'una (=es la una menos cinco)
                             Manca un quarto a mezzogiorno (=son las doce menos cuarto)
                            
   però:
                             È l'una
                             È mezzogiorno (=mediodía)
                             È mezzogiorno e venticinque (son las doce y veinticinco)
                             È mezzanotte (=medianoche)

            

C'È TEMPO (=hay tiempo) di IVANO FOSSATI




Dicono che c'è un tempo per seminare (dicen que hay un tiempo para sembrar)
e uno che hai voglia ad aspettare (y uno que hay que esperar)
un tempo sognato che viene di notte (un tiempo soñado que llega por la noche)
e un altro di giorno teso (y otro por el día tendido)
come un lino a sventolare. (como una sábana que se agita)

C'è un tempo negato e uno segreto (hay un tiempo negado y otro secreto)
un tempo distante che è roba degli altri (un tiempo lejano que es cosa de otros)
un momento che era meglio partire (un momento que era mejor marcharse)
e quella volta che noi due era meglio parlarci (y aquella vez que entre nosotros dos era mejor hablarnos).

C'è un tempo perfetto per fare silenzio (hay un tiempo perfecto para callarse)
guardare il passaggio del sole d'estate (mirar el paso del sol en verano)
e saper raccontare ai nostri bambini quando (y saber contar a nuestros niños cuándo)
è l'ora muta delle fate (es la hora muda de las hadas).

C'è un giorno che ci siamo perduti (hay un día que nos perdimos)
come smarrire un anello in un prato (como perder un anillo en el cesped)
e c'era tutto un programma futuro (y había todo un programa futuro)
che non abbiamo avverato (che no hemos cumplido).

È tempo che sfugge, niente paura  (es tiempo que huye, tranquilos)
che prima o poi ci riprende (que antes o después nos alcanza)
perché c'è tempo, c'è tempo c'è tempo, c'è tempo (por qué hay tiempo, hay tiempo...)
per questo mare infinito di gente (para este mar infinito de gente).

Dio, è proprio tanto che piove (Dios, hace mucho que llueve)
e da un anno non torno (y hace un año que no vuelvo)
da mezz'ora sono qui arruffato (hace media hora que estoy aquí despeinado)
dentro una sala d'aspetto (dentro de una sala de espera)
di un tram che non viene (de un tram que no llega)
non essere gelosa di me (no tengas celos de mí)
della mia vita (de mi vida)
non essere gelosa di me (no tengas celos de mí)
non essere mai gelosa di me (no tengas nunca celos de mí).

C'è un tempo d'aspetto, come dicevo (hay un tiempo de espera, como decía)
qualcosa di buono che verrà (algo bueno llegará)
un attimo fotografato, dipinto, segnato (un instante fotografiado, pintado, señalado)
e quello dopo perduto via (y aquello después echado a perder)
senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata (sin ni siquiera querere saber como hubiera sido)
la sua fotografia (su fotografia).

C'è un tempo bellissimo tutto sudato (hay un tiempo hermoso todo sudado)
una stagione ribelle (una temporada rebelde)
l'istante in cui scocca l'unica freccia (el instante en el cual se dispara la única flecha)
che arriva alla volta celeste (que llega hasta la bóveda celeste)
e trafigge le stelle (y traspasa las estrellas)
è un giorno che tutta la gente (es un día que toda la gente)
si tende la mano (se tiende la mano)
è il medesimo istante per tutti (es el mismo instante para todos)
che sarà benedetto, io credo (que será bendito, creo yo)
da molto lontano (desde muy lejos)
è il tempo che è finalmente (es el tiempo que es por fin)
o quando ci si capisce (o cuando nos entendemos)
un tempo in cui mi vedrai (un tiempo en el que me verás)
accanto a te nuovamente (a lado tuyo de nuevo)
mano alla mano (mano con mano)
che buffi saremo (que graciosos seremos)
se non ci avranno nemmeno
avvisato. (si ni siquiera no nos habrán informado).

Dicono che c'è un tempo per seminare (dicen que hay un tiempo para sembrar)
e uno più lungo per aspettare (y uno más largo para esperar)
io dico che c'era un tempo sognato (yo digo que había un tiempo soñado)
che bisognava sognare(que había que soñar).


mercoledì 2 dicembre 2015

DEL DEMOSTRATIVO Y ARTÍCULO AL PRONOMBRE SUJETO


Un sujeto genéricamente indefinido y pluralizado no puede llevar, contrariamente a lo que ocurre en español, un verbo en primera o segunda persona del plural. Si queremos usar estas formas verbales, debemos identificar aquél explícitamente mediante los pronombres sujetos noi y voi. Podemos distinguir, a este respecto, dos casos principales: 

a) ARTÍCULO  + QUE:

     - Los que hablamos inglés podemos viajar por el mundo.
        NO: Quelli che parliamo l'inglese possiamo viaggiare per il mondo.
        SI: Noi che parliamo inglese possiamo viaggiare per il mondo.
 
      - Los que habláis inglés podéis viajar por el mundo.
        NO: Quelli che parlate inglese potete viaggiare per il mondo.
        SI: Voi che parlate inglese potete viaggiare per il mondo / quelli che parlano inglese possono viaggiare per il mondo.

       - Los que estudiamos aquí aprendemos mucho.
          NO: Quelli che studiamo qui impariamo molto.
          SI: Noi che studiamo qui imapriamo molto.

        - Los que estudiáis aquí aprendéis mucho.
         NO: Quelli che studiate qui imparate molto.
         SI : Voi che studiate qui imparate molto. / quelli che studiano qui imparano molto.

b) ARTÍCULO + NOMBRE:

    - Las alemanas no somos todas rubias.
      NO: Le tedesche non siamo tutte bionde.
      SI: Noi tedesche non  siamo tutte bionde.

    - Las alemanas no sois todas rubias
      NO: Le tedesche non siete tutte bionde.
      SI: Voi tedesche non siete tutte bionde.

    - Los españoles somos alegres.
      NO: Gli spagnoli siamo allegri.
      SI: Noi spagnoli siamo allegri.

    - Los españoles sois alegres.
       NO: Gli spagnoli siete allegri.
        SI: Voi spagnoli siete allegri.


Tratto dal capitolo 'El artículo (III). Los demostrativos' dell'eccellente manuale di grammatica italiana 'Curso de lengua italiana' di Manuel Carrera Díaz (Ariel edizioni). 
Questo manuale di lingua italiana a me è servito, paradossalmente, per imparare lo spagnolo, poiché è stato concepito dall'autore secondo il metodo contrastivo (confronta costantemente lo spagnolo e l'italiano, come si può vedere dagli esempi sopra riportati). 
In realtà, è un manule che si indirizza a studenti ispanofoni (e non ispanofobi!), che abbiano una buona conoscenza della loro lingua, senza la quale, dice l'autore, risulta difficile l'apprendimento di un altro idioma. 
Il manuale consta di due volumi. Il primo si occupa della parte teorica (48 capitoli che, secondo l'autore, dovrebbero svolgersi in due anni), il secondo della parte pratica con i suoi relativi esercizi di grammatica. Alla fine di ogni capitolo vengono presentati alcuni aspetti socio-linguistico-culturali molto interessanti e originali.
Per chi fosse interessato ad approfondire la grammatica italiana e conoscerne le somiglianze e le differenze con quella spagnola, è un libro assolutamente da consultare: vi aiuterà non solo nella conoscenza dell'italiano ma anche dello spagnolo.
                                                       

domenica 29 novembre 2015

ECCO

EL ADVERBIO "ECCO"

En italiano se usa mucho la expresión ecco que funciona como un elemento presentador o indicador. Puede tener distintos usos y significados:

a) Equivale a 'aquí/ahí está/están'

- Ecco l'autobus (= aquí/ahí está el autobús)
- Ecco Mario! (=¡Ahí está Mario!)


b) Conviene traducirlo, en ocasiones, por "aquí tienes/tiene usted/tenemos, ..ect."

- Ecco il tuo biglietto! (=aquí tiene tu entrada)
- Ecco i soldi che mi avevi prestato (=aquí tienes el dinero que me habías prestado)

A veces introduce un matiz irónico o de censura:
- Ecco dove ci hanno portato i tuoi consigli! (=¡Mira a dónde nos han llevado tus consejos!)

c) Los pronombres personales directos se pueden contraer a la palabra ecco
- Eccomi! (=¡aquí estoy!)
- Eccoti! (=¡aquí estás!)
- Eccoci! (=¡aquí estamos!)
- Eccovi! (=¡aquí estáis!)
- Eccolo! (=¡aquí está él!)
- Eccola! (=¡aquí está ella!)
- Eccoli! (gli amici) (=aquí están ellos)
- Eccole! (le amiche) (aquí están ellas)

d) A veces rige una oración introducida por che:

- Ecco che arriva Gianni (=ahí llega Gianni)
- Eccolo che arriva (l'autobus, un amico...) = ahí llega.


e) Puede verse reforzado por algunos adverbios de lugar, sobre todo qui, qua, lì y :
- Mi dà il giornale? - Ecco qui (=¿me da el periódico? - Aquí lo tiene)
- Eccole là  (le amiche) /  (=allí están)

f) Tiene, además, otros distintos usos fraseológico:
 - como marca de titubeo.
     Io...ecco, se fosse possibile, vorrei parlare con il direttore (=yo....a ver, si fuera posible, quisiera hablar con el director)

- como afirmación o refuerzo de la misma
  È questo, ecco, ciò che non sopporto del tuo carattere (=eso es lo que no aguanto de tu carácter).

La canción ECCO de Niccolò Fabi es un ejemplo de este último uso
I pezzi di vetro sparsi per terra  (los trozos de vidrio esparcidos en el suelo)
tornano di nuovo vicini (vuelven a juntarse otra vez)
risalgono l'aria (suben otra vez el aire)
sullo scaffale riappare un bicchiere (en la estantería reaparece un vaso)
Ecco (aquí está)

La barca persa nella tempesta (la barca perdida en la tempestad)
ha eliche che girano al contrario (tiene hélices que giran al revés)
naviga indietro nella sua scia (navega hacia atrás sobre su estela)
e torna salva nel porto (y vuelve a salvo al puerto)
Ecco (aquí está)

Io certo non ti lascerò mai andare (yo, está claro, no te dejaré nunca marchar)
ecco (aquí está)
di certo non ti lascerò sparire (claro que no te dejaré desaparecer)
Ecco  (aquí está)
Ecco

Una freccia piantata in un ramo (una flecha plantada en una rama)
esce piano dalla corteccia (sale despacio de la corteza)
e compie il suo tragitto al contrario (y cumple su trayecto al revés)
e ritorna al suo arco (y vuelve a su arco)
Ecco  (aquí está)

L'uomo vecchio con le sue rughe (el hombre viejo con sus arrugas)
sta aspettando le ultime ore (está esperando las últimas horas)
e un attimo prima di chiudere gli occhi sente di nuovo un vagito (y un instante antes de cerrar los ojos, oye otra vez un vahído)
Ecco (aquí está) 

Io certo non ti lascerò mai andare (yo, está claro, no te dejaré nunca marchar)
Ecco
di certo non ti lascerò sparire (claro que no te dejaré desaparecer)
Ecco

io certo non ti lascerò mai andare
di certo non ti lascerò sparire.


g)  ECCO FATTO!! (=ya está)

venerdì 20 novembre 2015

L'ARTICOLO DETERMINATIVO


FemminileSingolarePlurale
Davanti a / Delante de  consonante
la / le
la donna
la ragazza
le donne
le ragazze
Davanti a / Delante de vocale
 l' / le
l'amica
l'idea
l'isola
l'università
le amiche
le idee
le isole
le università


Maschile Singolare Plurale
Davanti a / delante de consonante
il / i
il ragazzo
il bambino
il libro
i ragazzi
i bambini
i libri
Davanti a / delante de vocale
l' / gli
l'amico
l' uomo
l'albero (=el arbol)
gli amici
gli uomini
gli alberi
Davanti a / delante de s+consonante
lo / gli
lo studente
lo stadio
lo smalto (=el esmalte)
lo spazzolino (=el zepillo)
gli studenti
gli strumenti
gli smalti

gli spazzolini
Davanti a z
lo / gli
lo zaino (=la mochila)
lo zucchero(=el azucar)

gli zaini

gli zuccheri
Davanti a ps
lo / gli
lo psicologo
lo psichiatra
gli psicologi
gli psichiatri
Davanti a y (ipsilon)
 lo / gli
lo yogurt
lo yoga
gli yogurt
Davanti a gn
 lo / gli
lo gnocco gli gnocchi
Davanti a x (ics)
 lo / gli
lo xilofono gli xilofoni

Como puede comprobarse no existe en italiano una forma de artículo neutro equivalente directamente al español lo. Para traducirlo, podemos valernos de tres recursos, indistintamente:

 1- Utilizar el artículo masculino:
 lo bello = il bello
lo mejor = il meglio
lo peor = il peggio

3- Utilizar la expresión la cosa+ adjetivo femenino
lo bello = la cosa bella
lo mejor = la cosa migliore
lo peor = la cosa peggiore

 2- El uso de expresiones del tipo  ciò che / quello che + adjetivo masculino 
lo bello = ciò che è bello / quello che è bello 
lo mejor = ciò che è meglio / quello che è meglio
lo peor  = ciò che è peggio / quello che è peggio
lo que pasa = quello che succede
lo que sé = quello che so

martedì 17 novembre 2015

SUBITO, PRESTO, PRONTO


 CERCHIAMO DI FARE CHIAREZZA CON: 
 SUBITOPRESTO, PRONTO

SUBITO (=en seguida)
avverbio
PRESTO (=pronto)
avverbio
PRONTO/PRONTI (listo/os) 
PRONTA/PRONTE (lista/as)
aggettivo
-Arrivo subito (=en seguida llego).
- Vengo subito (=en seguida voy).
- Torno subito (en seguida vuelvo).
- Ho capito subito che era una bugiarda (=entendí en seguida que era una mentirosa).
- L'autobus è arrivato presto
(=el autobus llegó pronto)
- La mattina mi sveglio presto (=por la mañana me despierto pronto).
- Il negozio è ancota chiuso. È troppo presto (=la tienda aún está cerrada. Es demasiado pronto).
- La cena è pronta (=la cena está lista).
- Siete pronti per scrivere? (=¿estáis listos para escribir?)
- Aspettami, non sono ancora pronta (=esperame, aún no estoy lista).
Pronti, partenza, via...(=preparados, listos, ya)


Quando rispondiamo al telefono, diciamo:
-Pronto (=dígame)
+Pronto, c'è Anna? (=Hola, está Ana?)

giovedì 15 ottobre 2015

I COLORI







I colori indicano una qualità di un oggetto. Per questo motivo, come ogni aggettivo qualificativo, in italiano concordano in genere e numero con il nome al quale si riferiscono: indosso una camicia gialla e dei pantaloni verdi (=llevo una camisa amarilla y pantolone verdes)
un cappotto nero
un abrigo nero
due cappotti neri
dos abrigos neros
una gonna rossa
una falda roja
due gonne rosse
dos faldas rojas
La maggior parte dei colori posso essere classificati come:
- aggettivi in -o (a 4 uscite). Es: bianca/bianche (femminile singolare/plurale) bianco/bianchi (maschile singolare/ plurale)
- aggettivi in -e (a 2 uscite, una per il singolare ed una per il plurale): es: verde / verdi (femminile e maschile)
- aggettivi invariabili nel genere e nel numero: es: Blu

COLORI IN -O
Bianco/bianchi   bianca/bianche blanco
Nero/neri      nera / nere negro
Rosso/rossi    rossa/rosse rojo
Giallo/gialli   gialla/gialle amarillo
Azzurro/azzurri       azzurra/azzurre azul
COLORI IN –E
Verde /i verde
Arancione/i naranja
Marrone/i marrón
Celeste/i celeste
INVARIABILI
Rosa rosa
Viola morado
Blu azul
Esempio:
Lucia porta / indossa (=lleva) dei pantaloni blu
                                                    dei calzini a righe rosse (= unos calcetines a rayas rojas)
                                                    dei jeans grigi (=unos vaqueros grises)
                                                    dei guanti bianchi(=unos guantes blancos)
                                                    delle scarpe marroni (= unos zapatos marrones)
                                                    degli stivali neri (=unas botas negras)



- Per sapere il colore di qualcosa diciamo:
per il singolare: Di che colore è …?
per il plurale: Di che colore sono …?
Di che colore è il tuo nuovo vestito?
E le scarpe di che colore sono?

- Quando è preceduto dall’articolo determinativo maschile, l’aggettivo indica il nome del colore:
In Italia il viola porta sfortuna (=el morado trae mala suerte)
Il mio colore preferito è il verde.


Per esprimere le tonalità dei colori si usano gli aggettivi chiaro (=claro) scuro (=oscuro), dopo il nome del colore e sempre al maschile.
- rosa chiaro/rosa scuro
- verde chiaro/verde scuro

Spesso si usano altri aggettivi o nomi per esprimere le diverse sfumature (=los diferentes matices)  di un colore:
rosso ciliegia (=rojo cereza), giallo limone (=amarillo limón),  verde militare,
  rosa pastello (verde pastel).


Modi di dire con i colori
Il  NERO rappresenta sentimenti negativi, pessimismo, crudeltà e morte. 

Vedere tutto nero: essere pessimista.
Essere incazzato nero: essere molto arrabbiato
Essere la pecora nera: distinguersi dagli altri per i propri difetti.
Cronaca nera: resoconto degli avvenimenti che turbano la regolare convivenza civile.
Il BIANCO si riferisce spesso alla neutralità e alla mancanza di qualcosa.
Passare la notte in bianco: passare una notte insonne.
Andare in bianco: fallire (=fracasar), spesso riferito al sesso.
Mosca bianca: una cosa molto rara.
Settimana bianca: settimana di vacanze sulla neve.
Mangiare in bianco: mangiare cibo senza condimenti.

Il ROSSO può evocare diversi concetti: energia, rischio, emergenza, emozioni forti e trasgressione.
A luci rosse: legato al sesso e alla pornografia.
Andare in rosso: avere un debito bancario (tener una deuda)
Vedere rosso: essere arrabbiato (estar enfadado).

Il cromonimo GIALLO in italiano si è lessicalizzato e indica romanzi e film polizieschi (novelas y películas negras). All’origine di ciò vi è il colore della copertina della collana di romanzi polizieschi ideati da Lorenzo Montano e pubblicati da Arnaldo Mondadori a partire dal 1929.

Il VERDE denota elementi naturali, ma anche un servizio gratuito.
Avere il pollice verde: essere bravo nel curare piante e fiori.
Essere al verde: non avere soldi (=no tener dinero)
Numero verde: servizio telefonico d’informazione gratuita.
Essere al verde: essere senza soldi.

Il ROSA e il CELESTE sono collegati all’area semantica rispettivamente femminile e maschile.
Vedere tutto rosa: essere ottimista.
Romanzo rosa: romanzo d’amore, sentimentale
Principe azzurro: ragazzo ideale.

Infine, diamo un’occhiata ad alcune espressioni MULTICOLORE!
Farne di tutti i colori: combinare dei guai (=crear problemas).
Dirne di tutti i colori: sfogarsi (=desahogarse) verbalmente in modo violento.

 

mercoledì 14 ottobre 2015

venerdì 9 ottobre 2015

CON QUALI VERBI METTERE L'AUSILIARE 'ESSERE' NEI TEMPI COMPOSTI



 Questo disegno può esservi utile per ricordare i verbi più comuni e più facili che, nei tempi composti, si costruiscono con l'ausiliare essere.

Invece, in questo video

Essere o non essere? O meglio: essere o avere?  Il verbo ausiliare è sempre un problema per chi impara l’italiano. In questo video il professor Tartaglione ci svela il segreto per non sbagliare mai la scelta dei verbi ausiliari nel passato prossimo. - See more at: http://www.almaedizioni.it/it/almatv/grammatica-caffe/essere-o-non-essere/#sthash.tCp4xE9O.dpuf
Essere o non essere? O meglio: essere o avere?  Il verbo ausiliare è sempre un problema per chi impara l’italiano. In questo video il professor Tartaglione ci svela il segreto per non sbagliare mai la scelta dei verbi ausiliari nel passato prossimo. - See more at: http://www.almaedizioni.it/it/almatv/grammatica-caffe/essere-o-non-essere/#sthash.tCp4xE9O.dpuf
http://www.almaedizioni.it/it/almatv/grammatica-caffe/essere-o-non-essere/
il professor Tartaglione ci svela un segreto per non sbagliare mai la scelta dei verbi ausiliari nei tempi composti. Il segreto è...nella memoria!!

PRESENTE INDICATIVO

I verbi italiani si dividono in tre gruppi o coniugazioni, che si distinguono per la terminazione dell’infinito presente:

I CONIUGAZIONE Verbi in ARE parlare
II CONIUGAZIONE Verbi in ERE vedere
III CONIUGAZIONE Verbi in IRE sentire

Il presente si forma togliendo le desinenze dell’infinito (are, ere, ire) e aggiungendo le desinenze del presente indicativo:

Parlare – parl – io parlo
Vedere – ved – io vedo
Sentire - sent – io sento

Molti verbi in IRE presentano il suffisso – ISC – tra il tema del verbo e le desinenze nelle prime tre persone singolari e nella terza plurale. Sono verbi regolari e si chiamano 'verbi incoativi'.
Capire – cap – io capisco

http://www.zanichellibenvenuti.it/wordpress/?p=314




giovedì 30 luglio 2015

CORSI D'ITALIANO OTTOBRE 2015

Ecco il nuovo orario dei corsi d'italiano che inizieranno a Ottobre presso il centro di Cotxeres di Sants.

LUNEDÌ (Scuola Barrufet, aula 202)
Dalle 18.15 alle 19.45 'Italià nivell 2'
Dalle 19.45 alle 21.15 'Italià conversa intermitja' 

MARTEDÌ (Istituto Montserrat, 2º piano aula Narcis Monturiol)
Dalle 18.00 alle 19.30 'Italià conversa bàsica'
Dalle 19.30 alle 21.00 'Italià nivell 0'

MERCOLEDÌ (Istituto Montserrat, 3º piano Marie Curie)
Dalle 18.00 alle 19.30 'Italià nivell 1'
Dalle 19.30 alle 21.0 'Italià nivell 2'

GIOVEDÌ (Scuola Barrufet, aula 202)
Dalle 18.00 alle 19.30 'Italià nivell 1'
Dalle 19.30 alle 21.00 'Italià nivell 0'


Per qualsiasi informazione chiamatemi al 625 940 917 o scrivetemi all'indirizzo e-mail patalucia@gmail.com

martedì 7 luglio 2015

MOLLO TUTTO! (lo dejo todo)



Nella vita è ancora possibile fare quello che ci piace veramente.
Ce lo insegna Rosalba, la protagonista di Pane e tulipani, film del 1999, scritto da Silvio Soldini e Doriana Leondeff, diretto da Silvio Soldini, con Licia Maglietta, Bruno Ganz, Marina Massironi, Antonio Catania, Giuseppe Battiston.
Rosalba è una casalinga di Pescara (Abruzzo) che durante una gita turistica viene 'dimenticata' in un autogrill dai compagni di viaggio, tra cui il marito e i due figli. Da questo 'abbandono-dimenticanza' scaturisce un'avventura che è tanto un percorso di evasione quanto il viaggio di una donna alla ricerca di se stessa.

Per vedere il film, cliccate qui: http://altadefinizione.gratis/pane-e-tulipani/

Qui, invece, trovate i dialoghi del film:  http://www.cpp.edu/~jelerma/pane/

BUONA VISIONE

giovedì 18 giugno 2015

GLI SPECIALI COMPITI PER LE VACANZE


 Cesare Catà è un insegnante del Liceo delle Scienze Umane Don Bosco di Fermo, nelle Marche (la mia regione d'origine), ed ha impartito degli splendidi compiti ai suoi studenti. Io li condivido con voi, perché possiate prendere spunto e ispirazione.



1. Al mattino, qualche volta, andate a camminare sulla riva del mare in totale solitudine: guardate come vi si riflette il sole e, pensando alle cose che più amate nella vita, sentitevi felici.

2. Cercate di usare tutti i nuovi termini imparati insieme quest'anno: più cose potete dire, più cose potete pensare; e più cose potete pensare, più siete liberi.

3. Leggete, quanto più potete. Ma non perché dovete. Leggete perché l'estate vi ispira avventure e sogni, e leggendo vi sentite simili a rondini in volo. Leggete perché è la migliore forma di rivolta che avete (per consigli di lettura, chiedere a me).

4. Evitate tutte le cose, le situazioni e le persone che vi rendono negativi o vuoti: cercate situazioni stimolanti e la compagnia di amici che vi arricchiscono, vi comprendono e vi apprezzano per quello che siete.

5. Se vi sentite tristi o spaventati, non vi preoccupate: l'estate, come tutte le cose meravigliose, mette in subbuglio l'anima. Provate a scrivere un diario per raccontare il vostro stato d'animo (a settembre, se vi va, ne leggeremo insieme).

6. Ballate. Senza vergogna. In pista sotto cassa, o in camera vostra. L'estate è una danza, ed è sciocco non farne parte.

7. Almeno una volta, andate a vedere l'alba. Restate in silenzio e respirate. Chiudete gli occhi, grati.

8. Fate molto sport.

9. Se trovate una persona che vi incanta, diteglielo con tutte la sincerità e la grazia di cui siete capaci. Non importa se lui/lei capirà o meno. Se non lo farà, lui/lei non era il vostro destino; altrimenti, l'estate 2015 sarà la volta dorata sotto cui camminare insieme (se questa va male, tornate al punto 8).

10. Riguardate gli appunti delle nostre lezioni: per ogni autore e ogni concetto fatevi domande e rapportatele a quello che vi succede.

11. Siate allegri come il sole, indomabili come il mare.

12. Non dite parolacce, e siate sempre educatissimi e gentili.

13. Guardate film dai dialoghi struggenti (possibilmente in lingua italiana) per migliorare la vostra competenza linguistica e la vostra capacità di sognare. Non lasciate che il film finisca con i titoli di coda. Rivivetelo mentre vivete la vostra estate.

14.Nella luce sfavillante o nelle notti calde, sognate come dovrà e potrà essere la vostra vita: nell'estate cercate la forza per non arrendervi mai, e fate di tutto per perseguire quel sogno.

15. Fate i bravi.



PER CHI VOGLIA RIPASSARE L'ITALIANO (LIVELLO 1) continuiamo a luglio, tutti i lunedì dalle 18 alle 20, presso Cotxeres, aula 24. Prima lezione: 29 giugno.






mercoledì 22 aprile 2015

MARE NOSTRO

Custodisci le vite, le visite cadute come foglie sul viale 

Ti abbiamo seminato di annegati più di qualunque età delle tempeste
  
Così lo scrittore e poeta napoletano Erri De Luca in questa “preghiera laica” si rivolge  al Mediterraneo per ricordare le vittime dei naufragi, alle quali le onde del mare nostro fanno da carezza, da abbraccio, bacio in fronte di padre e madre prima di partire.




Mare nostro che non sei nei cieli e abbracci i confini dell’isola e del mondo
sia benedetto il tuo sale 

sia benedetto il tuo fondale
accogli le gremite imbarcazioni senza una strada sopra le tue onde
i pescatori usciti nella notte

le loro reti tra le tue creature che tornano al mattino
con la pesca dei naufraghi salvati.

Mare nostro che non sei nei cieli
all’alba sei colore del frumento
al tramonto dell’uva di vendemmia 

ti abbiamo seminato di annegati più di qualunque età delle tempeste

Mare nostro che non sei nei cieli
tu sei più giusto della terra ferma
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto
custodisci le vite, le visite cadute come foglie sul viale
fai da autunno per loro
da carezza, da abbraccio,

bacio in fronte di padre e madre prima di partire.

lunedì 20 aprile 2015

ECCO DUE PORTALI UTILI PER TUTTI COLORO CHE AMANO PARLARE PER PROVERBI

 Né di venere né di marte, né si sposa né si parte è la traduzione italiana del detto spagnolo En martes, ni te cases ni te embarques.

Un aiuto alla complicata traduzione di proverbi, detti e frasi lo troviamo nel Refranero Multilingüe, che parte dai proverbi spagnoli e li confronta con refranes in lingue diverse: basco, catalano, francese, galiziano, greco antico, greco moderno, inglese, italiano, portoghese, russo e tedesco.

Un altro sito è Detti, Proverbi e frasi fatte. Si tratta di un lavoro comparativo svolto dagli studenti di un liceo italiano e di un IES spagnolo, nell’ambito di un progetto linguistico Comenius del 2005.

giovedì 19 marzo 2015

FILM DA VEDERE

Ecco qui alcuni film da vedere on-line -non da scaricare- durante queste tre o quattro settimane senza lezioni. Per vedere il film dovete cliccare direttamente sull'immagine e non su 'ver película'. Si apriranno molte finestre contenenti pubblicità, ma basta richiuderle tutte.I film sono in italiano sottotitolati in spagnolo.

Una commedia molto divertente: Smetto quando voglio
http://cinefox.tv/smetto-quando-voglio

Un altra commedia: La mafia uccide solo d'estate
Per vedere il film cliccate in 'opción 2':
http://cinefox.tv/la-mafia-uccide-solo-d-estate

Bellissimo film, dramma: Il capitale umano
http://cinefox.tv/il-capitale-umano

Per chi non lo avesse visto al cinema: Viva la libertà
http://cinefox.tv/viva-la-libertad

Anni felici 
Per vedere il film cliccate su 'opción 2':
http://cinefox.tv/anni-felici

Dramma: Miele
Per vedere il film cliccare su 'opción 2':
 http://cinefox.tv/miele-miel


Per gli amanti di Luca Zingaretti (l'attore che interpreta il commissario MOntalbano): Perez
http://cinefox.tv/perez

Una commedia carina di Checco Zalone: Sole a catinelle
http://cinefox.tv/sole-a-catinelle


martedì 3 marzo 2015

LA CASA







 La casa

Sergio Endrigo
Vinicius de Moraes - Sergio Bardotti - Sergio Endrigo
Era una casa molto carina (bonita)
senza soffitto (sin techo), senza cucina;
non si poteva entrarci dentro
perché non c'era il pavimento (no había suelo).
Non si poteva andare a letto
in quella casa non c'era il tetto (no había tejado);
non si poteva far la pipì
perché non c'era vasino (no había bacinilla) lì.
Ma era bella, bella davvero (de verdad)
in Via dei Matti (en Calle de los Locos) numero zero;
ma era bella, bella davvero
in Via dei Matti numero zero.


 

lunedì 2 marzo 2015

LA CITTÀ


Una canzone del 1969, 'Com'è bella la città', del grande Giorgio Gaber (1939-2003) cantautore, commediografo e attore. Ha inventato il 'teatro canzone', un tipo di spettacolo teatrale su un tema specifico che include canzoni, monologhi e racconti.


Vieni vieni in città che stai a fare in campagna
se tu vuoi farti una vita devi venire in città.

Com'è bella la città , com'è grande la città
com'è viva la città, com'è allegra la città.

Piena di strade e di negozi e di vetrine piene di luce
con tanta gente che lavora, con tanta gente che produce.
Con le reclames sempre più grandi, coi magazzini le scale mobili
coi grattacieli sempre più alti e tante macchine sempre di più.

Com'è bella la città, com'è grande la città
com'è viva la città, com'è allegra la città.

Vieni vieni in città, che stai a fare in campagna
se tu vuoi farti una vita devi venire in città.

Com'è bella la città, com'è grande la città
com'è viva la città, com'è allegra la città.

Piena di strade e di negozi e di vetrine piene di luce
con tanta gente che lavora, con tanta gente che produce.
Con le reclames sempre più grandi, coi magazzini le scale mobili
coi grattacieli sempre più alti e tante macchine sempre di più.

Com'è bella la città, com'è grande la città
Com’è viva, la città com’è.

Vieni vieni in città che stai a fare in campagna
se tu vuoi farti una vita devi venire in città.

Com'è bella la città, com'è grande la città
com'è viva la città, com'è allegra la città.

Piena di strade e di negozi e di vetrine piene di luce
con tanta gente che lavora, con tanta gente che produce.
Con le reclames sempre più grandi, coi magazzini le scale mobili
coi grattacieli sempre più alti e tante macchine sempre di più.

Com'è bella la città, com'è grande la città
com'è viva la città ,com'è allegra la città.

Com'è bella la città , com'è grande la città
com'è viva la città, com'è allegra la città.

Piena di strade e di negozi e di vetrine piene di luce
con tanta gente che lavora con tanta gente che produce.
Con le reclames sempre più grandi coi magazzini le scale mobili
coi grattacieli sempre più alti e tante macchine sempre di più
sempre di più sempre di più sempre di più.

giovedì 26 febbraio 2015

Vado al mare o vado in montagna?

Le preposizioni che indicano il posto in cui si è o si va (=el lugar en el que se está o se va) sono IN, A e DA.


1) La preposizione 'IN' è usata:
- quando il posto è un continente, una nazione o una regione:
- Lucia è/va in Italia
- noi siamo / andiamo in Toscana.
- Mia zia vive in America.

- con uno dei nomi della lista sottostante.

2) La preposizione 'A' è usata:
- quando il posto è una città:
Lucia è/va a Roma
- noi siamo/andiamo a Barcellona.
- con uno dei nomi della lista sottostante.

3) La preposizione 'DA' è usata:
- quando il posto è una persona:
- sono / vado da Carla
-sono / vado dal dentista.


Vado (=voy), sto/sono (=estoy) rimango/resto (=me quedo)

IN
LA CASA
in casa
in bagno
in sala
in cucina
in giardino
in camera

LA CITTÀ
in città
in paese
in autobus
in metropolitana
in macchina
in piscina
in piazza
in negozio
in banca
in fabbrica
in strada
in ufficio
in ospedale

Con i nomi che finiscono con 'ia':
in trattoria
in birreria
in pizzeria
in macelleria
in salumeria
in panetteria
in farmacia

LA VACANZA
in vacanza
in montagna
in campagna
in barca
in discoteca
in tenda
in albergo
Vado (=voy), sto/sono (=estoy) rimango/resto (=me quedo)

A
LA CASA
a casa
a letto

PER MANGIARE
a colazione
a pranzo
a merenda
a cena
al ristorante

LA CITTÀ
al caffè
al bar
al supermercato
al mercato
a scuola
al cinema
a teatro
al parco

LA VACANZA
all'estero (=en el extranjero)
al mare
alla stazione
all'aeroporto
al porto

Vado (=voy), sto/sono (=estoy) rimango/resto (=me quedo)
DA
Con nomi che indicano le professioni:

dal dentista
dal meccanico
dal mecellaio / dalla macellaia (=carnicero/-a)
dall'avvocato
dal dottore/dalla dottoressa

Con nomi propri:
da Mario, da Anna, da Lucia....

Con nomi che indicano parentela:
dalla mamma
dai nonni
dai miei zii

Con i pronomi personali:
da me
da te
da lei
da lui
da noi
da voi
da loro