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venerdì 4 maggio 2012

I segreti di Roma

Siccome non posso portarvi con me a fare un giro al 'cimitero degli  acattolici' o cimitero degli inglesi (dove riposano i poeti inglesi Keats e  Shelley, ma anche un grande uomo politico, intelletuale e scrittore italiano Antonio Gramsci, uno dei fondatori del partito comunista) che si trova qui vicino, nel quartiere di Testaccio, vi propongo una passeggiata virtuale per Roma con uno dei suoi più esperti conoscitori, Corrado Augias.

I segreti di Roma (parte1/5)

I segreti di Roma (parte 2/5 dove troverete il cimitero degli inglesi)

I segreti di Roma (parte 3/5)

I segreti di Roma (parte 4/5)

giovedì 3 maggio 2012

La luce s'innamora a Roma

Care alunne e cari alunni,
Roma è splendida in primavera, come lo è nelle altre stagioni, e l'elemento che fa brillare la sua bellezza è senza dubbio la luce.
La luce delle sei di un pomeriggio di maggio al Circo Massimo. Quella rossatra dei tramonti autunnali a Villa Borghese. Quella estiva accecante e tagliente ai Fori Imperiali.
La luce s'innamora di Roma. E' questo amore che accende gli intonaci dei palazzi settecenteschi, che illumina il travertino, che fa risplendere i mattoni e le pietre antiche e che di rimbalzo ti colpisce quando sbuchi da un vicolo, quando scopri una piazzetta nascosta, quando osservi un capitello.

Roma Capoccia  di Antonello Venditti (canzone in romanesco)

Quanto sei bella Roma quann'è sera,
quanno la luna se specchia dentro ar fontanone
e le coppiette se ne vanno via,
quanto sei bella Roma quanno piove.
Quanto sei grande Roma quann'è er tramonto,
quanno l'arancia rosseggia ancora sui sette colli
e le finestre so' tanti occhi
che te sembrano dì : 'quanto sei bella'
Ah, quanto sei bella.
Oggi me sembra che er tempo se sia fermato qui.
Vedo la maestà der Colosseo,
vedo la santità der Cuppolone,
e so' più vivo, e so' più bono, no, nun te lasso mai,
Roma capoccia der monno infame.

'Na carrozzella va co' du' stranieri,
un rubivecchi te chiede un po' de stracci,
li passeracci so' usignoli, io ce so' nato, Roma,
io t'ho scoperta, stamattina.
Oggi me sembra che er tempo se sia fermato qui.
Vedo la maestà der Colosseo,
vedo la santità der Cuppolone,
e so' più vivo, e so' più bono, no, nun te lasso mai,
Roma capoccia der monno infame.
Roma capoccia der monno infame.